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Salute

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www.informa-gente.it (23/11/2008 - 01:24)

Arriva la casa amica dell'ambiente

www.informa-gente.it (30/06/2008 - 23:44)

Arriva la casa amica dell'ambiente Al via l'eco-progetto di Italcementi Sarà presentata il 2 luglio al Congresso Mondiale dell'Unione Internazionale degli Architetti, al Lingotto di Torino, la prima casa ecosostenibile low cost, frutto del lavoro congiunto di Italcementi e dell'architetto bolognese Mario Cucinella. L'abitazione all'avanguardia, ideata da Cucinella, sarà costruita con materiali del tutto ecologici sviluppati dal Centro Ricerca e Innovazione del Gruppo Italcementi. Si tratta di cementi, materiali edili, tecniche per l’isolamento termico e acustico e processi di industrializzazione per la riduzione dei costi di costruzione. Le nuove case ecosostenibili, inoltre, saranno in grado di produrre energia e risparmiare sui consumi, grazie a un meccanismo che rende l'edificio una macchina bioclimatica. Una soluzione che consente il contenimento dei costi di costruzione e la copertura di parte delle spese del mutuo e dell’installazione degli impianti. Come? Rivendendo il surplus di energia prodotta dai pannelli fotovoltaici installati. Le case, 100mq ognuna saranno vendute a 100 mila euro."Rispondono al desiderio di ogni famiglia di avere un'abitazione ad un costo accessibile" fanno sapere da Italcementi. Inoltre, le nuove abitazioni potranno essere costruite in base ai gusti e alle esigenze dei nuovi inquilini. Ciò grazie alla prefabbricazione non standardizzata, con elementi strutturali leggeri e attrezzature mobili, come pareti scorrevoli e curvabili e sistemi di chiusura a monoblocchi, che consentono di diversificarne l’aspetto sia esterno che interno della casa ecologica. Le prime abitazioni nate dal binomio Italcementi - Cucinella saranno costruite a Settimo Torinese. Trenta alloggi contribuiranno a riqualificare un'area industriale dimessa, nell'ambito di un progetto di recupero urbano più ampio. Le case ecosostenibili low cost sono solo uno dei progetti nati da i.nova, la piattaforma di Italcementi che unisce ricerca e progettisti, nel quale rientra l'accordo tra il gruppo e l'architetto Cucinella.

Tag: informazioni,accessori,web,internet

Sanità, arriva la ricetta on-line

www.informa-gente.it (12/06/2008 - 09:25)

l nuovo dpef

Sanità, arriva la ricetta on-line

Sempre più web per la sanità, sia per la gestione del servizio sanitario nazionale, sia per i cittadini. Per questo si mirerebbe a spostare su internet sia le prescrizioni mediche, sia tutte le informazioni «sanitarie» dei singoli cittadini.


Medico Con due scopi: controllare l'andamento della spesa e facilitare l'accesso alle cure rendendole sempre più «mirate». È questo il senso di un pacchetto di norme allo studio in questi giorni in vista della messa a punto della Finanziaria per la quale, entro questa settimana, dovranno essere scremate le diverse ipotesi sul tappeto. Il percorso che si seguirà è stato indicato ieri dal ministro al Lavoro, Maurizio Sacconi: il 18 o 19 giugno il Cdm darà il via libera a un decreto e ad un ddl, insieme, chiaramente, al Dpef che indicherà la «rotta» da seguire nel prossimo triennio. Poi a settembre ci sarà la Finanziaria vera e propria «con annesso bilancio, dal contenuto essenziale e senza norme sostanziali, perché quelle saranno già varate dal Parlamento entro giugno». Il ministro non ha fatto quindi riferimento a un possibile nuovo decreto a settembre, ipotesi ventilata in questi giorni, né ad una correzione a valere sul 2008 che potrebbe però scaturire dall'attuazione immediata delle norme del decreto.
Già nota l'entità finanziaria del percorso: 12 miliardi l'anno per tre anni fino a centrare il pareggio di bilancio nel 2011, un anno prima degli altri paesi europei in deficit. Ecco intanto alcune delle idee sulle quali si lavora e che potrebbero confluire nella manovra.
Ricette e cartella sanità su web. Ricette mediche e specialistiche dei medici del servizio sanitario nazionale viaggeranno solo on line. Il progetto avrebbe durata quadriennale partendo dal 2009 e arrivando a regime nel 2012. La «ratio» della norma è di potenziare il monitoraggio della spesa pubblica e misurare l'appropriatezza delle cure prescritte. Si ipotizza anche la possibilità per i cittadini di prendere medicine in farmacia senza ricetta ma esibendo la tessera sanitaria o il ricorso alla ricetta informatizzata periodica per i malati cronici. In questo caso il risparmio stimato per la prescrizione on line sarebbe, a regime, pari a circa il 10% della spesa farmaceutica (poco inferiore ai 15 miliardi l'anno scorso). Si avvierebbe parallelamente un «tavolo permanente» per l'armonizzazione delle politiche della sanità elettronica che avrebbe tra i suoi scopi la realizzazione del «fascicolo sanitario elettronico del cittadino». Il tutto, chiaramente, con una particolare attenzione alla sicurezza e protezione dei dati personali. La realizzazione del tavolo di confronto sarebbe a costo zero, cioè non sarebbero previsti gettoni di presenza per chi partecipa.
No a divieto cumulo lavoro-pensione. Potrebbe arrivare l'abolizione del divieto di cumulo tra salario e pensione.
Via comunità montane e stop province. Si ipotizza di eliminare le comunità montane e bloccare le nuove province. Tra le ipotesi anche quella di far aggregare i piccoli comuni per funzioni come la scuola.
Stop a carta per pubblica amministrazione. Sarebbe allo studio un piano «taglia-carta» per la pubblica amministrazione. Ad esempio, la Gazzetta Ufficiale arriverebbe così solo in versione on line.
Carta identità più longeva. La carta d'identità potrebbe avere «vita» più lunga: dagli attuali 5 a 10 anni.
Aprire imprese in un'ora. La norma per aprire un'impresa in tempi record potrebbe ora essere inserita nella Finanziaria. Si ipotizzano anche meno controlli sulle società se «certificate».
Banca sud popolare, 850 milioni da Sviluppo Italia. La Banca del Sud, la «creatura» del ministro Tremonti, avrebbe un avvenire da banca popolare. Tra le altre norme anche una che «recupera» i dividendi di Sviluppo Italia (circa 850 milioni).
Liberalizzazioni acqua, farmacie, servizi. Arriverebbero norme per la liberalizzazione della gestione delle acque, per le farmacie e i servizi pubblici locali.
Processi più cari, tribunali meno «affollati». Si ipotizza di aumentare il contributo per l'iscrizione al ruolo dai processi di secondo grado in su. L'effetto sarebbe ingolfare meno i tribunali e reperire risorse per la Giustizia.
Rifinanziare wi-fi per università. Rifinanziare il progetto per realizzare reti Wi-fi nelle Università.

Marzio Laghi  09/06/2008

Tratto da: IL TEMPO.it


STAT

www.informa-gente.it (31/05/2008 - 00:03)

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A Modena frutta e verdura si vendono a 'prezzo amico'

www.informa-gente.it (07/05/2008 - 09:23)

A Modena frutta e verdura si vendono a 'prezzo amico'


Economia
Modena - Un "prezzo amico" per frutta e verdura nei negozi al dettaglio di Modena: è la nuova iniziativa contro il carovita che prende il via in città il primo maggio. La prima sperimentazione proporrà fino al 31 agosto prezzi competitivi su cipolle dorate, arance, patate, fragole, limoni, carote, mele golden e lattuga in 21 punti vendita della città.

I prodotti saranno contrassegnati dalla paletta "Prezzo amico" che indicherà il prezzo al chilo, bloccato per 4 mesi: 4 euro per le fragole di provenienza romagnola, 2 euro per i limoni, 1,50 euro per le arance di provenienza estera, 1,20 euro per le mele golden, 1,90 euro per l'insalata gentile, 1,50 euro per le carote di prima scelta, 80 centesimi al chilo per patate e cipolla dorata di provenienza italiana. In caso di successo, il "Prezzo amico" scontato e bloccato continuerà con nuovi prodotti a seconda della stagione dell'anno. "Prezzo amico" è stato promosso dal Comune di Modena insieme alle associazioni di categoria Cna, Lapam e Confesercenti e all'associazione di negozi di ortofrutta "Il Grappolo", dalla quale è venuta la proposta. "Si tratta di un'iniziativa pensata con il duplice scopo di offrire opportunità di risparmio ai consumatori e di sostenere il commercio al dettaglio e i piccoli negozi di quartiere", spiega l'assessore alle Politiche economiche del Comune di Modena Stefano Prampolini. "L'impegno del Comune si è concretizzato anche nel fornire il materiale promozionale, con un logo che renderà riconoscibili tutti gli operatori aderenti all'iniziativa. La sperimentazione si inserisce all'interno di una serie di interventi contro il carovita che abbiamo messo in atto negli ultimi mesi: dalla Family card a Operazione Pane comune a Terzo Tempo con la pizza. Colgo anzi l'occasione", ha concluso l'assessore, "per ringraziare gli operatori economici del territorio, che hanno aderito e collaborato fattivamente alla buona riuscita di queste importanti operazioni". L'Operazione "Pane Comune", in vigore dal primo dicembre 2007 fino al 31 maggio ha fissato il prezzo del pane comune di tipo "bauletto" a 2,50 euro al chilo nei 35 punti vendita aderenti. La Family card propone sconti e opportunità per le famiglie numerose in circa 70 punti vendita del territorio comunale. Infine il "Terzo tempo con la pizza", rivolto alle squadre e alle associazioni sportive, offre sconti su menu convenzionati in 34 pizzerie modenesi.

L'elenco dei negozi aderenti
Prezzo bloccato dal primo maggio al 31 agosto su un paniere di prodotti ortofrutticoli che comprende cipolle dorate, arance, patate, fragole, limoni, carote, mele golden e lattuga. Lo proporranno 21 punti vendita al dettaglio della città di Modena grazie all'iniziativa "Prezzo Amico", promossa dal Comune di Modena insieme alle associazioni di categoria Cna, Lapam e Confesercenti e all'associazione di negozi di ortofrutta "Il Grappolo", dalla quale è venuta la proposta.

I 21 negozi che hanno aderito a "Prezzo amico" sono:

Alessio 1 in via Bondigli 108,
Alessio 2 in via Giardini 240,
Alessio 3 in calle di Luca 16,
Frutta e verdura di Dante Vezzelli in via Fratelli Rosselli 167,
La bottega in via Vaciglio centro 546,
Frutta e verdura di Eugenia Jurii in via Vignolese 1280 a San Damaso,
Frutta e verdura di Daniele Mariani in largo Garibaldi 10, Agrumi di Sicilia in via Vignolese 1247, Ortofrutta di Meris Manni in via Emilia est 87,
Ortofrutta di Annalisa Tomasello in via Ciro Menotti 394,
Ortofrutta di Claudio Maini in viale Storchi 375,
Frutta e verdura di Iris Garagualli in via Puccini 142,
Frutta e verdura di Francesco Fanelli in viale Buon Pastore 76,
Alimentari frutta e verdura Milena Martinelli in via Nonantolana 458,
L'ortolano in via Emilia ovest 462,
Frutta e verdura di Luigi Colombini in via Medaglie d'oro 48,
Ortofrutta di Placido La Venia in via Emilia est 537,
Frutta e verdura di Cinzia Subazzoli in via Giardini 784,
Alimentari Carlo e Rosanna in via Carlo Sigonio 47,
Gidue in via Nobili 73,
Tutti i frutti in via Bonacini 148/150.


Tratto da : www.bologna2000.com

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www.informa-gente.it (10/04/2008 - 00:26)

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Illegittima iscrizione ipotecaria a garanzia di un credito della P.A.

www.informa-gente.it (10/03/2008 - 22:27)

Giudice di Pace Frattamaggiore, sentenza 09.11.2007 n° 4338

La sentenza 4338/2007 del GdP di Frattamaggiore si iscrive in quell’indirizzo giurisprudenziale che va consolidandosi nel senso che, pur a seguito dell’entrata in vigore nel 2006 della c.d. legge Bersani (art. 35, comma 25 quinquies, d.l. 4 luglio 2006 n. 223, conv. in l. 248/06), che ha modificato l’art. 19 del d.lg. 546/92, permane la giurisdizione del G.O., alla stregua degli artt. 615 e 617 c.p.c., ai fini della opposizione al fermo amministrativo e alla iscrizione ipotecaria eseguiti a mente della disciplina speciale di riscossione di cui al D.P.R. 602/73, qualora tali misure, prodromiche all’esecuzione esattoriale, in funzione di garanzia preliminare alla successiva realizzazione della pretesa, attengano a crediti erariali fondati su entrate patrimoniali non aventi natura tributaria.

Al riguardo, il Giudice di Pace di Frattamaggiore sottolinea acutamente che l’attribuzione al Giudice Tributario della cognizione dei giudizi sull’ipoteca e sul fermo amministrativo, previsti e disciplinati rispettivamente dall’art. 77 e 86 del D.P.R. 602/73, come sancita dalla legge Bersani, può ritenersi sussistente tuttora solo in relazione ad entrate tributarie, attesa la collocazione sistematica della norma di riforma nell’art. 19 lett e-bis ed e-ter del d.lg. 546/92, afferente gli atti impugnabili innanzi al G.T., e non già nell’art. 2, afferente l’oggetto della giurisdizione tributaria e, quindi, unicamente idonea a suffragare, anche sotto il profilo letterale, l’interpretazione per cui sarebbero astrattamente devolute a quest’ultimo giudice tutte le controversie sulle predette misure di garanzia erariale, a prescindere dal titolo dal quale esse procedano.

Di conseguenza, la decisione in esame - in sede di opposizione all’esecuzione per la quale è competente il G. di P. ratione valoris – stigmatizza con nutrito ragionamento la violazione del principio generale del neminem laedere qualora la P.A., per negligenze procedimentali legate all’omesso sgravio dovuto in favore del cittadino successivamente all’annullamento giudiziale del titolo esecutivo (cartelle esattoriali), prosegue nell’esecuzione mancando di arrestare tempestivamente l’azione dell’Agente della riscossione, che si pone come mero esecutore dell’Ente titolare del credito, il quale, pertanto, deve rispondere dei danni per violazione dell’obbligo di osservare sempre il parametro di efficienza e buona amministrazione di cui all’art. 97 Costituzione.

In tal caso, conclude il G. di P. di Frattamaggiore, si produce “una turbativa psichica con relativa sofferenza, come una forma di stillicidio che ha influito negativamente sulla vita quotidiana e nei rapporti sociali di essa opponente, nell’aver appreso che i propri terreni erano stati ingiustamente assoggettati ad ipoteca e minacciati di espropriazione senza giusta causa”.

La sfera personale del soggetto illecitamente inciso trova, quindi, tutela nella costituzione, la quale postula il diritto soggettivo all’integrità esistenziale, suscettibile di risarcimento equitativo alla stregua dei canoni generali consacrati rispettivamente dall’art. 2059 c.c. e art. 1226 c.c. anche all’interno del giudizio di opposizione alla esecuzione.

(Altalex, 7 marzo 2008. Nota di Angelo Marzocchella)

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Prezzi boom nel carrello

www.informa-gente.it (23/02/2008 - 11:21)

Analisi L'istituto di statistica scopre che i costi di alimentari, bar e ristoranti corrono più velocemente. Le massaie già lo sapevano

 

Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it
L'Istat scopre solo ora quanto milioni di italiani hanno verificato da tempo. E cioè che l'inflazione misurata dal paniere complessivo su cui i tecnici di via Balbo elaborano le loro stime è molto distante da quella reale.



Quella, in altre parole, che misura i rincari della spesa di tutti i giorni e con cui si confrontano le massaie italiane. Ma tant'è. E ieri gli statistici hanno informato il Paese che prezzi così alti non si vedevano da sette anni. L'inflazione di gennaio è stata al 2,9% con un aumento, sul mese precedente, dello 0,4%, il livello più alto dal luglio 2001.
I rincari più alti però si sono verificati sulla spesa di tutti i giorni.
È stato lo stesso istituto di statistica, infatti, a calcolare in un focus apposito che gli aumenti sui prodotti ad «alta frequenza d'acquisto» (quelli che vengono comprati praticamente quotidianamente - come pane, pasta, frutta, carne, giornale, biglietto dell'autobus, detersivi per la casa, caffè al bar) sono arrivati al 4,8%. Un livello mai toccato negli ultimi 11 anni.
Insomma l'Istat ha preso atto di quello che una semplice massaia aveva notato da tempo senza bisogno di aver studiato economia alla Bocconi.
L'inflazione «vera», quella relativa ai beni che si comprano quotidianamente e non quella che fa la media anche con il prezzo dei telefonini e dei computer (beni che quando si comprano una volta ogni 2-3 anni), galoppa molti più velocemente di quella finora espressa dai numeri tirati fuori dall'equipe di Luigi Biggeri che dell'Istat è presidente. Le casalinghe e forse anche l'uomo della strada sono andati avanti anche nello studio della cause che hanno determinato la forbice tra inflazione misurata e quella reale: l'euro. Anche in questo caso ieri l'Istat è arrivato alla stessa conclusione. La differenza tra il tasso di inflazione generale e quello dei prodotti e servizi più acquistati è diventata sempre più evidente a partire dal 2002, anno di introduzione della moneta unica. Da allora, il tasso di crescita per i beni ad alta frequenza di acquisto è stato «sistematicamente superiore» all'indice complessivo dell'inflazione. Cosa che non è invece accaduta per i prodotti a media (abbigliamento, tariffe, medicine) e a bassa frequenza (automobile, tv, trasloco ecc.). Categorie che, secondo la classificazione dell'Istat, hanno registrato a gennaio rispettivamente aumenti dei prezzi dell'1,8% e dell'1,7%.
I rincari a gennaio sono stati evidenti per i prodotti quotidiani, come gli alimentari (+12,3% per il pane, +10% per la pasta, +8,7% per il latte) o per i carburanti, con aumenti a due cifre sia per la benzina (+12,5%) che per il diesel (+15,7%). E i rialzi sono superiori alla media anche per il caffè e il cappuccino (+3,7% le consumazioni al bar), per le pizzerie (+3,6%), per le sigarette (+4,1% l'indice dei tabacchi).
Numeri che diffondono l'allarme tra sindacati e consumatori. Secondo i quali le famiglie dovranno fare i conti con una stangata da 1.000 euro l'anno.

Tratto da: Il Tempo.it del 23/02/2008

La Birmania disperata: riprendetevi Fassino, ha fatto solo danni

www.informa-gente.it (17/02/2008 - 00:21)

 Fra l’altro Fassino, di cui spesso vengono decantate le presunte doti diplomatiche, era già incorso in una gaffe clamorosa quando, da sottosegretario agli Esteri, durante i lavori di una direzione che lui immaginava a porte chiuse e che invece era seguita dai giornalisti con una telecamera a circuito chiuso, arrivò a dire: «Sì alla missione in Albania, tanto, dopo il voto, Berisha se ne deve andare».
Un’affermazione che, in quell’aprile del 1997, mentre la destra e la sinistra albanese si combattevano senza esclusione di colpi, ebbe l’effetto di una pericolosa ingerenza.
Ebbene, i birmani ci danno a loro modo una piccola lezione, la normale presunzione di indispensabilità dei mediatori che arrivano da fuori, con il loro carico di certezze e di protagonismo mediatico, non solo non risolvono le crisi, ma talvolta le aggravano.
Così, se si volesse trarre una lezione da questa storia, sarebbe quella di toglierci una volta per tutte i nostri stereotipi «buonselvaggisti», quelli per cui sarebbe la politica italiana che deve esportare all’estero i suoi standard di civiltà e grande raffinatezza.
È vero piuttosto il contrario, se Fassino, e con lui buona parte dei nostri leader dovessero andare in Birmania, sarebbe più saggio che restassero rinchiusi in qualche monastero a imparare le virtù del silenzio, della pazienza e della riservatezza.
Non grandi statisti da esportare all’estero, ma grandi malati di protagonismo mediatico da rinchiudere, affinché vengano rieducati.
D’altra parte abbiamo un solo esempio di leader che all’estero abbia avuto fortuna, quello di Emma Bonino, e non è un caso che la Bonino abbia iniziato la sua carriera tornando in Italia dopo una felice esperienza da commissaria europea, mentre tutti gli altri continuano ad andare all’estero quando nel nostro Paese sono arrivati al capolinea.
Forse, la vera lezione birmana dovrebbe essere questa, i leader italiani vanno esportati all’estero quando hanno qualcosa da fare, e non collocati nelle istituzioni internazionali quando non hanno più nulla da fare da noi.

di  Luca Telese - sabato 16 febbraio 2008, 08:35 da "il Giornale.it"

Di Pietro raccomanda la figlia Giornalista mai vista al lavoro

www.informa-gente.it (16/02/2008 - 12:02)


 da Roma

«Io sono sempre stato a difesa della legalità». Antonio Di Pietro ieri aveva un comizio a Perugia e in campagna elettorale si possono dire anche cose che rischiano di essere smentite dai fatti, in particolare da quella che Achille Occhetto ha di recente definito «la gestione padronale e autoritaria del suo partito». Se poi ci sono di mezzo i figli...
Anna Di Pietro è brillante, di bella presenza, studentessa all'università Bocconi e parla con quell'accento milanese che non ha mai intaccato la cadenza molisana del papà. Nel marzo 2006 viene assunta dalla Editrice Mediterranea, la società che pubblicava il giornale dell'Italia dei valori: nella redazione romana di via della Vite, una splendida traversa di via del Corso, raccontano però di non averla mai vista, nemmeno per ritirare le buste paga. Insomma, sulla carta è assunta a tutti gli effetti per svolgere il praticantato che dà diritto a sostenere l'esame da professionista. Solo che non ha mai lavorato.
Al giornale, nel frattempo, avevano pensato che avesse cambiato idea, che di fare la cronista non avesse più alcuna intenzione. E però in mancanza di comunicazioni diverse continuano a darle lo stipendio, che non ha mai ritirato. Non è l'unica figlia eccellente affidata alle cure della direttrice Delia Cipullo. Tra i praticanti figura anche Antonio Formisano, figlio di Nello, capogruppo al Senato dell'Idv. Lui però lavora davvero, tant'è che nella lista dei praticanti ammessi a sostenere il prossimo esame figura iscritto al numero 83.
Di Anna Di Pietro, invece, al giornale del partito avevano perso le tracce. Anche perché nel frattempo, esattamente a luglio 2007, suo padre intima alla Editrice Mediterranea la dismissione della testata Italia dei valori e pone fine al rapporto che faceva del giornale l'organo del suo partito, con i relativi fondi per l'editoria.
L'editore dà seguito alle richieste dell'ex magistrato, restituendogli la titolarità della testata. Da allora di Di Pietro non hanno più notizie dirette. Incoraggiato dalla combattiva Cipullo, l'editore cerca però di andare avanti con il suo giornale che esce fino allo scorso 4 agosto sotto la testata Idea democratica. Ma il disconoscimento dell'Idv porta alla chiusura di «una redazione vera, di persone vere che facevano un giornale vero» spiega Delia Cipullo, «con più di dieci giornalisti». Insomma, ci tiene a precisare orgogliosa, «non uno di quei giornali finti che servono solo ad avere i soldi dell'editoria di partito».
A gennaio la sorpresa, Antonio Di Pietro si ricorda del suo ex giornale, e così nella redazione ormai in via di dismissione, cominciano ad arrivare dal suo staff una serie di telefonate. Alla direttrice viene chiesto di certificare l'avvenuto praticantato di Anna Di Pietro. A fronte di una situazione contributiva regolare, ci tiene a specificare la direzione del giornale, per far sì che la figlia del ministro possa sostenere l'esame da giornalista nella prima sessione utile occorre che Delia Cipullo certifichi ufficialmente l'apporto dato dalla ragazza alla redazione. La direttrice però da questo orecchio non ci sente e risponde alle insistenti richieste con un netto no: «Non firmo la certificazione perché non sussistono gli estremi per farlo. Il praticante deve stare in redazione e io Anna Di Pietro non l'ho mai vista nemmeno una volta. Non ha mai ritirato le buste paga. A tutt'oggi è ancora una dipendente della Editrice Mediterranea, malgrado tutto non l'abbiamo licenziata. Però fino ad ora non ha mai lavorato e quindi non posso firmare alcunché».
L'ultima telefonata è di due giorni fa, giovedì 13 febbraio. Ma la Cipullo continua a non cedere. Per la figlia del ministro Di Pietro niente esame da giornalista. Una questione di rispetto della legge, in teoria lui dovrebbe capirlo.
I figli so' piezz 'e core, si sa, ma un uomo che fonda le sue fortune politiche sulla fama di rigoroso cultore delle regole non può farsi beccare in un plateale fallo di nepotismo: va a finire che in privato sembra adottare esattamente quei metodi «mastelliani» che ama criticare in pubblico.


sabato 16 febbraio 2008       il Giornale.it

Il lavoro sedentario nuoce alla salute

www.informa-gente.it (13/02/2008 - 12:14)


per rimediare a una vita sedentaria, non sia sufficiente mezz'ora di palestra al giorno

Il lavoro sedentario nuoce alla salute

Stare sempre seduti è come fumare o mangiare male.

Necessario alzarsi spesso dalla scrivania

La palestra non basta a compensare un lavoro sedentario. È cosa appurata e scontata: rimanere seduti davanti alla scrivania tutto il giorno non giova alla salute. La novità, evidenziata da nuovi studi australiani condotti su un campione di 168 persone, è che anche mezz'ora di palestra al giorno può non essere sufficiente a compensare i danni apportati al corpo dall'assenza totale di moto durante la giornata.per rimediare a una vita sedentaria, non sia sufficiente mezz'ora di palestra al giorno Il lavoro sedentario nuoce alla salute Stare sempre seduti è come fumare o mangiare male. Necessario alzarsi spesso dalla scrivania La palestra non basta a compensare un lavoro sedentario. È cosa appurata e scontata: rimanere seduti davanti alla scrivania tutto il giorno non giova alla salute.

La novità, evidenziata da nuovi studi australiani condotti su un campione di 168 persone, è che anche mezz'ora di palestra al giorno può non essere sufficiente a compensare i danni apportati al corpo dall'assenza totale di moto durante la giornata. (Reuters) PICCOLI MOVIMENTI AIUTANO - Un gruppo di ricercatori australiani delle università di Melbourne e del Queensland ha paragonato gli effetti della vita sedentaria a quelli del fumo e dell'alimentazione-spazzatura, ovvero incremento del rischio di diabete, del livello di trigliceridi nel sangue e di conseguenza di malattie cardiache e infarti. Fortunatamente rimediare ai danni causati dall'inattività è molto semplice e non comporta un impegno eccessivo. È sufficiente evitare di stare fermi per periodi prolungati, alzarsi spesso e fare anche piccole camminate all'interno dell'ufficio o di casa: per esempio basterebbe comunicare con i colleghi vis à vis anziché usare la posta elettronica o la chat, tenere la stampante lontano dal tavolo in modo da dover compiere una breve passeggiata ogni volta che si stampa un documento, alzarsi e gironzolare avanti e indietro quando si è al telefono, ecc. Al di là dei consigli, parlano chiaro i risultati dei test condotti su 168 lavoratori sedentari: indipendentemente dall'esercizio fisico compiuto al di fuori dell'orario di lavoro, gli indici di massa corporea e i livelli ditrigliceridi e glucosio nel sangue sono più bassi nelle persone abituate a fare più pause dalla scrivania.

UN FENOMENO DA APPROFONDIRE - Il progetto australiano «Stand Up Australia» ha richiesto ulteriori finanziamenti al governo per approfondire lo studio sull'impatto della vita sedentaria sulla salute e sulla produttività dei lavoratori. Ad occuparsi del dilagante fenomeno dei lavori sedentari sono anche recenti studi americani, secondo cui il metabolismo del corpo umano brucia il doppio delle calorie nel solo sforzo di alzarsi in piedi, rispetto a quanto consuma in posizione seduta.
E tenere eretto un corpo comporta comunque un discreto sforzo energetico da parte dei muscoli. FITNESS AL LAVORO - Nell'interesse del lavoratore sedentario, che spesso non ha tempo e voglia di dedicarsi a intense attività fisiche post-lavoro per rimediare alle giornate passate in ufficio, gli scienziati propendono quindi per l'incoraggiamento di un'attività fisica ti tipo leggero ma costante nell'arco della giornata piuttosto che di attività intensive concentrate a fine o inizio giornata come il jogging o la bicicletta.

Valentina Tubino 12 febbraio 2008 (Dal Corriere della Sera) ( foto Reuters)

Tag: curiosità,internet,salute

Trovare lavoro nella robotica

www.informa-gente.it (12/02/2008 - 09:48)

Trovare lavoro nella robotica

Sempre più ragazze e ragazzi si appassionano alla robotica. Ma, una volta terminati gli studi universitari, spesso si trovano di fronte all’annoso problema di sempre: il lavoro. Dunque, stavolta, invece di parlare delle macchine, parliamo di come riuscire a farle o, meglio, di come trovare un impiego nel mondo dei robots&co. Ancora una volta la Rete viene in soccorso dei più volenterosi, specie se disposti a viaggiare. Ecco alcuni indirizzi che è bene controllare periodicamente: http://wiki.ieeeras.org/positions fa capo all’ IEEE Robotics and Automation Society's. In questo spazio normalmente vengono postati annunci per posti di ricercatori laddove disponibili. La seconda url è http://duerer.usc.edu/mailman/listinfo/roboticsworldwide. Si tratta di una mailing list giornaliera che avvisa delle opportunità professionali in tutto il mondo. Infine JuJu (www.jobsearchengine.com/keyword/robots) vale solo gli Stati Uniti.
(francesca.tarissi@tiscali.it)

Tag: Annunci,lavoro,internet

Berlusconi e Fini: ''Lista unica FI-An''

www.informa-gente.it (09/02/2008 - 00:36)

Dini: "Pronti a contribuire alla nuova proposta politica"

Berlusconi e Fini: ''Lista unica FI-An'' Casini: ''No a partito unico imposto''


Il Cavaliere dice addio ai due simboli: ''Ci sarà il Popolo della Libertà. Saranno accolti tutti". E annuncia: "La Lega si federerà". Il leader di An: "Pagina storica". Pieno appoggio dai Liberaldemocratici. Il leder dell'Udc puntualizza: "Federazione possibilità che non escludiamo". Il segretario del Pd: ''Solo maquillage''. Nessuna intesa tra Pd e Sinistra. Frattini: "Sindaco di Roma? E' un'ipotesi lontana"

Roma, 8 feb. (Adnkronos/Ign) - "Non ci sarà né il simbolo di Forza Italia, né il simbolo di An, ci sarà il Popolo della Libertà" con ''l'unione di un gruppo parlamentare unico". E' quanto annuncia Silvio Berlusconi intervenendo al programma 'Mattino 5' ospite di Maurizio Belpietro, in relazione al voto antipicipato del prossimo 13 e 14 aprile.

"Sentirò il presidente Fini e il presidente Bossi entro oggi (in serata è in programma a Milano l'incontro Berlusconi-Bossi, ndr) - prosegue il Cavaliere - per definire i vari particolari. La Lega per la sua posizione di partito territoriale, radicato in una certa parte del Nord soprattutto, si federeràdentro il Popolo della libertà saranno accolti tutti, spero anche l'Udc, e tutti i rappresentanti dei raggruppamenti più piccoli che vorranno unirsi a noi e che saranno i benvenuti".

Ma la risposta dell'Udc non tarda ad arrivare. Nel pomeriggio mentre il Cavaliere avverte: "Se l'Udc non entrerà nel popolo delle libertà sarà un suo alleato, ma non si presenterà nella stessa coalizione" e comunque "andiamo avanti ugualmente", Casini sostiene che "l'imposizione di un partito unico, rispondente a una estemporanea operazione elettorale, non ci interessa oggi, come non ci interessava ieri".

"Abbiamo creduto e crediamo alla possibilità di unire i moderati in un nuovo progetto di governo", aggiunge Casini, chiarendo di essere "rispettosi dei pareri di tutti, ma chiediamo rispetto per la nostra identità, la nostra storia e la nostra coerenza di tutti questi anni".

E se da una parte Casini non esclude la possibilità di correre da soli alle prossime elezioni ("se la scelta di Berlusconi e Fini -dice- impedirà una nuova alleanza per il governo del Paese, ci presenteremo autonomamente"), non esclude nemmeno la possibilità di federarsi con il Pdl: "La federazione è una possibilità concreta -sottolinea- per la quale siamo disponibili e che non escludiamo".

Pieno appoggio al nuovo progetto politico invece da An e i Liberlademocratici. Al termine di un incontro di poco più di tre ore con l'ex premier, Gianfranco Fini ha detto sì a Silvio Berlusconi. "Condivido - afferma Fini - la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo delle libertà un'unica voce in Parlamento. Abbiamo sempre sostenuto che tutti gli elettori del centrodestra sono animati da uno spirito unitario maggiore di quello degli eletti dei partiti. Il 13 aprile nascerà dalle urne un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alla sinistra". "Per questo mi auguro che anche gli amici dell'Udc vogliano contribuire a scrivere questa importante pagina della storia politica italiana. Nei prossimi giorni - conclude Fini - chiederò doverosamente alla direzione di An di ratificare questa decisione".

Dal canto suo, Lamberto Dini sottolinea: "Fin dal nostro manifesto fondativo, noi Liberaldemocratici ci siamo dati l'obiettivo di offrire al sistema politico italiano 'una prospettiva di alternanza incentrata su un sistema tendenzialmente bipartitico'. La forte accelerazione impressa da Silvio Berlusconi, con la nascita della lista del Popolo della Libertà, segna un passo decisivo nella direzione di mettere fine alla frammentazione nel sistema dei partiti".

"Si intraprende con coraggio -aggiunge- la via di una proposta elettorale basata su una forte coesione programmatica e organizzativa. Si rende possibile un assetto politico nel quale le riforme liberali necessarie per rilanciare lo sviluppo economico e civile del Paese non troveranno più ostacolo nel sistema dei veti incrociati".

"Nel momento in cui con l'apertura al dialogo fra i due poli vediamo avvicinarsi la realizzazione di quanto da noi auspicato, noi Liberaldemocratici annunciamo la piena adesione al nuovo soggetto; pronti a contribuire alla nuova proposta politica -conclude Dini- con i contenuti liberaldemocratici a noi propri".

Al listone del Pdl hanno già aderito oltre ai Liberaldemocraci, la Dca di Gianfranco Rotondi, Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini, i Repubblicani di Francesco Nucara, il Nuovo Psi di Stefano Caldoro e si aspettano i sì de 'La  Destra' di Francesco Storace e dell'Udeur di Clemente Mastella.
con il Popolo della libertà e

Roma, 8 feb. (Adnkronos/Ign)

 

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www.informa-gente.it (08/02/2008 - 15:35)

 

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