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www.informa-gente.it (23/11/2008 - 01:24)

Altro che gli arabi: arriva nel Salento la centrale solare più grande del mondo

www.informa-gente.it (23/10/2008 - 08:58)

SALENTO - Brundisium, la città del sole. thumb_fotovoltaica_1.jpg
Sarà in Puglia la centrale solare più grande per del mondo. L’energia solare è un’energia gratuita, pulita, abbondante e disponibile con continuità. E il petrolio sembra quasi “démodé”, con i suoi 70 dollari a barile, con le sue guerre, i danni ambientali.
La Regione accetta e rende ufficiale la proposta fatta dal gruppo Falck e Italgest, a Brindisi la centrale fotovoltaica più grande del mondo.
L’assessore all’Ambiente Michele Losappio, intervenuto al Politecnico di Bari a un seminario sull’energia solare, annuncia: <Quella centrale si farà>.
La più grande centrale solare del mondo sorgerà nell’area del petrolchimico di Brindisi, andando così a valorizzare una zona fortemente inquinata e dove l’ex governatore Fitto aveva previsto un termovalorizzatore.
Dopo aver raggiunto un consenso politico, le due società che hanno proposto l’installazione dell’impianto fotovoltaico, aspettano quello amministrativo per poter siglare un accordo di programma con la Regione. Dopo di che si procederà alla costruzione, si stima che la centrale solare verrà completata in due anni e costerà circa cento milioni di euro.
L’impianto sarà capace di produrre, convertendo direttamente la luce solare in energia elettrica, ben 11 megawatt: l’equivalente di tutti gli impianti fotovoltaici oggi presenti sul territorio pugliese.
L’installazione di pannelli solari ha avuto il suo massimo sviluppo in Germania, grazie ad una legislazione favorevole per la quale chi produce energia in eccesso la rivende al fornitore elettrico, che l’acquista allo stesso prezzo per Kw ora.
In pratica il cittadino paga in bolletta la differenza fra quanto consuma e quanto eroga all'ente elettrico. Se il saldo è positivo ottiene un acccredito. Analoga legislazione è stata recentemente ottenuta anche in Italia (ultima in Europa): infatti il 19 Settembre 2005 è entrato in vigore il cosiddetto "conto energia", DL 387/2003 (che recepisce la direttiva europea 2001/77/CE). Se si pensa che un paese nordico come la Germania può permettersi di produrre energia fotovoltaica a costi convenienti, non si capisce quali possano essere i freni per una larga diffusione nel nostro Paese.
Soprattutto al Sud, dove c'è più sole e anche più bisogno di posti di lavoro.
Fa ben sperare questo serio orientamento verso le fonti di energia rinnovabile, anche se per vedere questa centrale all’opera ci vorrà ancora molto tempo.

fonte:www.portadimare.it

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Truffe carte di credito: nuovo ‘Modus operandi’

www.informa-gente.it (17/10/2008 - 10:20)


Ecco come imparare a conoscere il metodo per potersi difendere

Truffe - nuovo metodo

Già altre volte da queste pagine abbiamo affrontato il problema delle truffe sia telematiche, che delle carte di credito e non solo, ma dato che in questo campo la prudenza non è mai troppa, mentre invece la fantasia dei truffatori spazia sempre di più, ecco che è importante conoscere come si sta diffondendo un nuovo metodo o “modus operandi”, per poter addebitare illecitamente somme di denaro sulla vostra carta di credito.

L’allarme è partito da una delle più importanti banche del Canada, più precisamente la Royal Bank of Canada, che sta allertando tutti i propri clienti circa una nuova truffa ai danni di possessori di carte di credito (VISA, Mastercard, etc.), che si sta allargando a tutto il continente americano ed è molto prevedibile che prestissimo raggiungerà l'Europa.
La novità consiste nel fatto che questi soggetti hanno già i numeri di serie e quindi non vi chiederanno il numero della vostra carta di credito, ma ecco come agiscono.

Il tutto inizia con lo squillo del vostro telefono, in quanto vi chiamerà una persona, qualificandosi col suo nome e cognome, numero di matricola e specificando che sta chiamando per conto dell'ufficio antifrodi della VISA (oppure Mastercard, American Express, ecc.). Poi vi informerà che il loro sistema ha rilevato un acquisto insolito e vi preciserà una serie di parametri come importo, nome della banca che ha effettuato l’addebito e società presso cui è stato effettuato l’acquisto.

Vi chiederà quindi conferma di tale acquisto ed al vostro diniego vi rassicurerà dicendo: “Guardi, si tratta della Sua carta di credito VISA emessa dalla Banca..........( vi dirà il nome della Vostra Banca) e vi citerà tutti i dati della vostra carta di credito, per convincervi che è proprio del servizio antifrode. Poi vi coinvolgerà dicendovi “Guardi, le spiego brevemente, si tratta di una società che stiamo tenendo d'occhio poiché effettua degli addebiti tra 297 e 497 dollari (Euro) per volta e restando sotto i 500 dollari non è facilmente controllabile, per il gran numero di transazioni che effettua ogni giorno in tutto il mondo”.

La conversazione continuerà con la conferma del vostro indirizzo e con l’assicurazione che l’importo della transazione, illecitamente addebitato, verrà stornato e che quindi non pagherete nulla. Vi verrà pure confermato l’apertura di una pratica interna antifrode, di cui vi verrà fornito anche il numero di riferimento. Invitandovi perfino a chiamare, per qualsiasi altro chiarimento, ad un numero verde.

Ma mentre voi starete tirando un sospiro di sollievo ecco che scatta la vera fase della truffa. Il falso funzionario infatti vi chiederà di leggere il codice di sicurezza riportato sul retro della carta come prova che voi ne siete materialmente in possesso. Quindi vi dirà: “Ok, codice corretto. Avevo solo bisogno della prova che la carta non fosse stata persa o rubata e che lei ne era ancora fisicamente in possesso”. Infine, dopo avervi ringraziato per la collaborazione chiuderà la conversazione salutandovi educatamente.

A questo punto voi vi sentirete sollevati, perché è vero che hanno tentato di truffarvi, ma il solerte servizio antifrodi della VISA (o di qualsiasi altra società) vi ha salvati in tempo! In fondo non gli avete detto quasi niente di importante e lui non vi ha mai chiesto il numero della carta... Così mentre voi farete questi ragionamenti il truffatore ha già incassato i vostri soldi! Questo perché voi gli avete letto i tre numeri del codice di sicurezza. Infatti questi truffatori vogliono proprio il codice di sicurezza a tre cifre riportato sul retro della carta: gli altri dati se li sono già procurati, compreso il nome del titolare, la data di emissione, di scadenza, il numero di serie della carta e persino il vostro indirizzo.... Mancava solo il codice di sicurezza.

Ora siete a conoscenza delle modalità della nuova truffa e potrete difendervi, semplicemente, non dando alcun riferimento, oppure dicendogli che chiamerete la società che ha emesso la carta di credito al numero fornito al momento della stipula del contratto. In ogni caso tenete sempre ben presente che le società che emettono le carte di credito non vi chiederanno mai dei codici perché loro li conoscono prima di voi.
di Sebastiano Di Mauro
fonte:2duerighe

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Prime truffe nell'era digitale da finti funzionari della Rai

www.informa-gente.it (16/10/2008 - 22:44)


Nella provincia di Oristano sono state segnalate alcune e-mail che annunciano una vittoria in denaro o finti funzionari Rai che chiedono denaro per l'attivazione del digitale terrestre. In tutti i casi si tratta di truffe che mirano ad ottenere i numeri dei conti correnti bancari
Prime truffe nell'era digitale Il digitale terrestre è ormai una realtà , almeno in Sardegna, e subito arrivano le prime truffe. Nella provincia di Oristano, ad esempio, sono state segnalate false e-mail della Rai che annunciano una vincita e finti funzionari Rai che chiedono denaro per l'attivazione del digitale terrestre . La Polizia postale invita quindi tutti gli utenti Internet alla cautela.

L'INGANNO Le e-mail, che sono arrivate negli ultimi giorni alle caselle di posta elettronica di migliaia di oristanesi, preannunciano una vincita in denaro e contengono anche un buono rimborso del canone di abbonamento annuale della Rai. Ma si tratta di un inganno per chiedere all'utente di indicare gli estremi dei propri conti correnti on-line. Informazioni riservate di cui i truffatori informatici si servono per introdursi nei conti bancari e prosciugarli, come ha spiegato il dirigente della polizia postale di Oristano, Italo Scalas. Le forze dell'ordine stanno, inoltre, cercando di individuare altri truffatori che si spacciano per funzionari della Rai e chiedono denaro per l'attivazione del digitale terrestre. Alcuni episodi si sono già verificati nel nord Sardegna. La Polizia raccomanda di diffidare di questi personaggi e avvisare immediatamente le forze dell'ordine.

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Nero come il latte

www.informa-gente.it (30/09/2008 - 23:30)

Sono 53mila i bambini colpiti da problemi per la melamina, mentre emergono problemi strutturali tra l'industria alimentare moderna e l'agricoltura ancora primitiva
di francesco sisci

PECHINO -

Sembra la strage degli innocenti, il lavoro del biblico Erode a caccia del piccolo Gesù in un Paese dove i bambini sono adorati più di ogni cosa.

Sono circa 53mila infatti i bambini ammalati per il latte alla melamina in Cina, secondo i dati del ministero della sanità cinese mentre il capo dell’ufficio controlli qualità del Paese Li Changjiang, si è dimesso.


Intanto il primo ministro Wen Jiabao ha promesso “dure punizioni” cioè pena di morte ed esecuzioni contro i colpevoli mentre la Tv lo mostrava in camicia, senza giacca, che aspettava su una panca di ospedale con una famiglia di sapere come stava un piccolo ricoverato.


Le cifre cadono a pioggia: 12.892 bambini sono ricoverati in ospedale di cui 104 in condizioni gravi. Quattro sono morti, il resto sono guariti.


Intanto continuano a cadere teste. Ieri è stato costretto alle dimissioni Wu Xianguo, capo del partito di Shijiazhuang, la città dello Hebei a circa 200 chilometri da Pechino culla dello scandalo. Sono così diventati 20 i funzionari licenziati per lo scandalo alla melamina.


Taiwan ha proibito le importazioni di latte e derivati dalla Cina e a Hong Kong sono stati ritirati prodotti di latte dopo che un bambino è stato scoperto con calcoli renali dovuti alla melamina.A Singapore si sta facendo lo stesso dopo che delle caramelle sono risultate con tracce di melamina. Anche prodotti Nestlè sono ritirati dopo che si erano sparse voci del ritrovamento di tracce di melamila


Il governo annuncia misure drastiche di controllo di qualità e senz’altro saranno efficienti.


In realtà però il problema è strutturale di una frattura profond tra una industria alimentare moderna e una produzione agricola ancora molto primitiva.


Infatti l’agricoltura e l’allevamento rimangono ancora molto frammentati, con pochi grandi produttori, perché il governo vuole evitare una concentrazione della terra che creerebbe una ondata di disoccupazione nelle campagne.


Le industrie del latte, per esempio, comprano il latte da mediatori che a loro volta lo comprano da una miriade di contadini. Non c’è quindi un grande rapporto fiduciario tra un numero finito di fornitori e l’industria trasformatrice.


Se il prezzo di acquisto si abbassa, con una miriade di fornitori e assenza di rapporti fiduciari, i milioni di fornitori hanno tutto l’interesse a cercare di mantenere il loro profitto, sicuri che nella folla non saranno individuati.


I contadini infatti allungavano il latte fornito con l’acqua e per non farsi scoprire, vi aggiungevano la melamina, una sostanza chimica usata nella manifattura della plastica che trucca il rilevamento delle proteine, una misurazione standard dell’industria.


“In realtà non possiamo testare il latte per ogni forma di veleno possibile e immaginabile – dice un addetto del settore – dobbiamo pensare a delle cose possibili e poi cercarle.”


Ora arriveranno più controlli più severi, ma se l’industria alimentare non crea fornitori più affidabili all’origine, la corsa delle truffe alimentari è destinata a non finire. Ogni ribasso del prezzo di una fornitura, frequenti nell’industria alimentare, indurrà i contadini a ingegnarsi, anche perché quei ribassi possono significare la differenza tra un guadagno e una perdita per l’agricoltore.


Del resto le truffe alimentari hanno una storia lunga nel Paese. Alcuni anni fa erano frequenti le denunce di riso avvelenato alla glicerina, riso vecchio “lucidato” con la glicerina per farlo passare come fresco. Oppure c’erano le truffe sull’olio alimentare venduto come qualità alta, ma in realtà di qualità scadente.

Fonte:www.lastampa.it

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Gli strumenti nati per condividere vengono usati per reperire informazioni imbarazzanti

www.informa-gente.it (21/09/2008 - 10:20)

Ammissioni ai college e ricerca di personale si adeguano ai tempi
Un cacciatore di teste su 5 guarda i profili online dei candidati

La selezione ora si fa su Facebook
I social network "contro" l'utente


La selezione ora si fa su Facebook I social network "contro" l'utente
di MAURO MUNAFO'
SE AVETE un profilo su Facebook o su MySpace state allerta: la pagina che avete aperto per rimanere in contatto con i vostri amici o per conoscere nuove persone potrebbe rivoltarsi contro di voi. Le ricerche pubblicate in questi giorni negli Stati Uniti e in Inghilterra parlano chiaro: i social network sono una delle fonti di informazioni preferite dai responsabili delle assunzioni nelle aziende e dai selezionatori nei college.

Ad evidenziare il nuovo trend ci ha pensato per prima una ricerca di CareerBuilder.com, agenzia specializzata nel reclutamento. Secondo lo studio, condotto su 31 mila "cacciatori di teste", il 22% degli intervistati ha ammesso di controllare il profilo online dei candidati, mentre un altro 9% intende farlo in futuro. Un dato confermato anche dalla ricerca inglese di Personnel Today, condotta su 220 responsabili delle risorse umane, in cui un intervistato su 4 ha dichiarato di dare una "sbirciata" alle pagine personali prima di assumere una persona, alla ricerca di quei particolari che nessuno si sognerebbe di confessare in un colloquio.

Dal vigile occhio della rete (sociale) insomma non si scappa. Se fino a qualche anno fa i selezionatori si limitavano a digitare il nome del candidato sui motori di ricerca, sperando che dal mare magnum di internet spuntasse fuori qualcosa di rilevante, adesso hanno un'arma molto più potente e invasiva. Difficile credere che nel 2008 una persona in cerca di lavoro, e quindi presumibilmente tra i 20 e i 30 anni, non abbia un blog (3 milioni di italiani ne hanno uno) o un account su Facebook o MySpace (4 milioni di italiani sono iscritti ai social network). Di più, se dalle ricerche non risulta nulla, è possibile che sorgano dubbi sulla capacità del candidato di socializzare e, di certo, nessuna azienda vuole misantropi tra le sue fila.

Gli stessi rischi di chi cerca lavoro devono essere affrontati anche dai neo-diplomati di oltre oceano. Una ricerca citata dal Wall Street Journal mostra che nei 500 più prestigiosi college americani, il 10% degli addetti alle ammissioni usa i social network per reperire informazioni aggiuntive sulle aspiranti matricole, una ricerca che si fa ancora più approfondita in caso di assegnazione di borse di studio.

Ma cosa cercano esattamente questi "curiosi autorizzati"? Secondo CareerBuilder le informazioni più desiderate sono quelle sull'abuso di alcol e droga, magari corredate da foto o video compromettenti. Seguono la capacità di comunicazione e l'adeguatezza al ruolo, ma anche i collegamenti ad attività criminali e le rivelazioni sui passati impieghi stuzzicano la curiosità dei cacciatori di teste.

La consapevolezza di queste meccaniche genera però una serie di controffensive sempre più originali. Il candidato ad un posto in azienda provvederà ad eliminare dal suo profilo ogni commento sconveniente, evitando di partecipare a gruppi che possono spaventare i datori di lavoro e magari si iscriverà a LinkedIn, il social network pensato per gestire con professionalità i contatti di lavoro.

Si va ancora oltre nelle scuole superiori a stelle e strisce, dove i tutor arrivano a consigliare agli studenti di non mettere online nulla che non vorrebbero "venisse visto dalla nonna", finendo così per alimentare una vera e propria ondata di conformismo multimediale: l'aspirante matricola starà bene attenta a scegliere le sue letture preferite (meglio Kant dei fumetti Marvel), arrivando persino a rinnegare amicizie storiche con persone un po' troppo alternative per i severi giudici di Yale e Princeton. Una fine paradossale per quegli strumenti come Facebook, nati tra le mura di un college per essere usati dagli studenti e non contro di loro.

Fonte:www.repubblica.it

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Arriva la casa amica dell'ambiente

www.informa-gente.it (30/06/2008 - 23:44)

Arriva la casa amica dell'ambiente Al via l'eco-progetto di Italcementi Sarà presentata il 2 luglio al Congresso Mondiale dell'Unione Internazionale degli Architetti, al Lingotto di Torino, la prima casa ecosostenibile low cost, frutto del lavoro congiunto di Italcementi e dell'architetto bolognese Mario Cucinella. L'abitazione all'avanguardia, ideata da Cucinella, sarà costruita con materiali del tutto ecologici sviluppati dal Centro Ricerca e Innovazione del Gruppo Italcementi. Si tratta di cementi, materiali edili, tecniche per l’isolamento termico e acustico e processi di industrializzazione per la riduzione dei costi di costruzione. Le nuove case ecosostenibili, inoltre, saranno in grado di produrre energia e risparmiare sui consumi, grazie a un meccanismo che rende l'edificio una macchina bioclimatica. Una soluzione che consente il contenimento dei costi di costruzione e la copertura di parte delle spese del mutuo e dell’installazione degli impianti. Come? Rivendendo il surplus di energia prodotta dai pannelli fotovoltaici installati. Le case, 100mq ognuna saranno vendute a 100 mila euro."Rispondono al desiderio di ogni famiglia di avere un'abitazione ad un costo accessibile" fanno sapere da Italcementi. Inoltre, le nuove abitazioni potranno essere costruite in base ai gusti e alle esigenze dei nuovi inquilini. Ciò grazie alla prefabbricazione non standardizzata, con elementi strutturali leggeri e attrezzature mobili, come pareti scorrevoli e curvabili e sistemi di chiusura a monoblocchi, che consentono di diversificarne l’aspetto sia esterno che interno della casa ecologica. Le prime abitazioni nate dal binomio Italcementi - Cucinella saranno costruite a Settimo Torinese. Trenta alloggi contribuiranno a riqualificare un'area industriale dimessa, nell'ambito di un progetto di recupero urbano più ampio. Le case ecosostenibili low cost sono solo uno dei progetti nati da i.nova, la piattaforma di Italcementi che unisce ricerca e progettisti, nel quale rientra l'accordo tra il gruppo e l'architetto Cucinella.

Tag: informazioni,accessori,web,internet

Sanità, arriva la ricetta on-line

www.informa-gente.it (12/06/2008 - 09:25)

l nuovo dpef

Sanità, arriva la ricetta on-line

Sempre più web per la sanità, sia per la gestione del servizio sanitario nazionale, sia per i cittadini. Per questo si mirerebbe a spostare su internet sia le prescrizioni mediche, sia tutte le informazioni «sanitarie» dei singoli cittadini.


Medico Con due scopi: controllare l'andamento della spesa e facilitare l'accesso alle cure rendendole sempre più «mirate». È questo il senso di un pacchetto di norme allo studio in questi giorni in vista della messa a punto della Finanziaria per la quale, entro questa settimana, dovranno essere scremate le diverse ipotesi sul tappeto. Il percorso che si seguirà è stato indicato ieri dal ministro al Lavoro, Maurizio Sacconi: il 18 o 19 giugno il Cdm darà il via libera a un decreto e ad un ddl, insieme, chiaramente, al Dpef che indicherà la «rotta» da seguire nel prossimo triennio. Poi a settembre ci sarà la Finanziaria vera e propria «con annesso bilancio, dal contenuto essenziale e senza norme sostanziali, perché quelle saranno già varate dal Parlamento entro giugno». Il ministro non ha fatto quindi riferimento a un possibile nuovo decreto a settembre, ipotesi ventilata in questi giorni, né ad una correzione a valere sul 2008 che potrebbe però scaturire dall'attuazione immediata delle norme del decreto.
Già nota l'entità finanziaria del percorso: 12 miliardi l'anno per tre anni fino a centrare il pareggio di bilancio nel 2011, un anno prima degli altri paesi europei in deficit. Ecco intanto alcune delle idee sulle quali si lavora e che potrebbero confluire nella manovra.
Ricette e cartella sanità su web. Ricette mediche e specialistiche dei medici del servizio sanitario nazionale viaggeranno solo on line. Il progetto avrebbe durata quadriennale partendo dal 2009 e arrivando a regime nel 2012. La «ratio» della norma è di potenziare il monitoraggio della spesa pubblica e misurare l'appropriatezza delle cure prescritte. Si ipotizza anche la possibilità per i cittadini di prendere medicine in farmacia senza ricetta ma esibendo la tessera sanitaria o il ricorso alla ricetta informatizzata periodica per i malati cronici. In questo caso il risparmio stimato per la prescrizione on line sarebbe, a regime, pari a circa il 10% della spesa farmaceutica (poco inferiore ai 15 miliardi l'anno scorso). Si avvierebbe parallelamente un «tavolo permanente» per l'armonizzazione delle politiche della sanità elettronica che avrebbe tra i suoi scopi la realizzazione del «fascicolo sanitario elettronico del cittadino». Il tutto, chiaramente, con una particolare attenzione alla sicurezza e protezione dei dati personali. La realizzazione del tavolo di confronto sarebbe a costo zero, cioè non sarebbero previsti gettoni di presenza per chi partecipa.
No a divieto cumulo lavoro-pensione. Potrebbe arrivare l'abolizione del divieto di cumulo tra salario e pensione.
Via comunità montane e stop province. Si ipotizza di eliminare le comunità montane e bloccare le nuove province. Tra le ipotesi anche quella di far aggregare i piccoli comuni per funzioni come la scuola.
Stop a carta per pubblica amministrazione. Sarebbe allo studio un piano «taglia-carta» per la pubblica amministrazione. Ad esempio, la Gazzetta Ufficiale arriverebbe così solo in versione on line.
Carta identità più longeva. La carta d'identità potrebbe avere «vita» più lunga: dagli attuali 5 a 10 anni.
Aprire imprese in un'ora. La norma per aprire un'impresa in tempi record potrebbe ora essere inserita nella Finanziaria. Si ipotizzano anche meno controlli sulle società se «certificate».
Banca sud popolare, 850 milioni da Sviluppo Italia. La Banca del Sud, la «creatura» del ministro Tremonti, avrebbe un avvenire da banca popolare. Tra le altre norme anche una che «recupera» i dividendi di Sviluppo Italia (circa 850 milioni).
Liberalizzazioni acqua, farmacie, servizi. Arriverebbero norme per la liberalizzazione della gestione delle acque, per le farmacie e i servizi pubblici locali.
Processi più cari, tribunali meno «affollati». Si ipotizza di aumentare il contributo per l'iscrizione al ruolo dai processi di secondo grado in su. L'effetto sarebbe ingolfare meno i tribunali e reperire risorse per la Giustizia.
Rifinanziare wi-fi per università. Rifinanziare il progetto per realizzare reti Wi-fi nelle Università.

Marzio Laghi  09/06/2008

Tratto da: IL TEMPO.it


STAT

www.informa-gente.it (31/05/2008 - 00:03)

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A Modena frutta e verdura si vendono a 'prezzo amico'

www.informa-gente.it (07/05/2008 - 09:23)

A Modena frutta e verdura si vendono a 'prezzo amico'


Economia
Modena - Un "prezzo amico" per frutta e verdura nei negozi al dettaglio di Modena: è la nuova iniziativa contro il carovita che prende il via in città il primo maggio. La prima sperimentazione proporrà fino al 31 agosto prezzi competitivi su cipolle dorate, arance, patate, fragole, limoni, carote, mele golden e lattuga in 21 punti vendita della città.

I prodotti saranno contrassegnati dalla paletta "Prezzo amico" che indicherà il prezzo al chilo, bloccato per 4 mesi: 4 euro per le fragole di provenienza romagnola, 2 euro per i limoni, 1,50 euro per le arance di provenienza estera, 1,20 euro per le mele golden, 1,90 euro per l'insalata gentile, 1,50 euro per le carote di prima scelta, 80 centesimi al chilo per patate e cipolla dorata di provenienza italiana. In caso di successo, il "Prezzo amico" scontato e bloccato continuerà con nuovi prodotti a seconda della stagione dell'anno. "Prezzo amico" è stato promosso dal Comune di Modena insieme alle associazioni di categoria Cna, Lapam e Confesercenti e all'associazione di negozi di ortofrutta "Il Grappolo", dalla quale è venuta la proposta. "Si tratta di un'iniziativa pensata con il duplice scopo di offrire opportunità di risparmio ai consumatori e di sostenere il commercio al dettaglio e i piccoli negozi di quartiere", spiega l'assessore alle Politiche economiche del Comune di Modena Stefano Prampolini. "L'impegno del Comune si è concretizzato anche nel fornire il materiale promozionale, con un logo che renderà riconoscibili tutti gli operatori aderenti all'iniziativa. La sperimentazione si inserisce all'interno di una serie di interventi contro il carovita che abbiamo messo in atto negli ultimi mesi: dalla Family card a Operazione Pane comune a Terzo Tempo con la pizza. Colgo anzi l'occasione", ha concluso l'assessore, "per ringraziare gli operatori economici del territorio, che hanno aderito e collaborato fattivamente alla buona riuscita di queste importanti operazioni". L'Operazione "Pane Comune", in vigore dal primo dicembre 2007 fino al 31 maggio ha fissato il prezzo del pane comune di tipo "bauletto" a 2,50 euro al chilo nei 35 punti vendita aderenti. La Family card propone sconti e opportunità per le famiglie numerose in circa 70 punti vendita del territorio comunale. Infine il "Terzo tempo con la pizza", rivolto alle squadre e alle associazioni sportive, offre sconti su menu convenzionati in 34 pizzerie modenesi.

L'elenco dei negozi aderenti
Prezzo bloccato dal primo maggio al 31 agosto su un paniere di prodotti ortofrutticoli che comprende cipolle dorate, arance, patate, fragole, limoni, carote, mele golden e lattuga. Lo proporranno 21 punti vendita al dettaglio della città di Modena grazie all'iniziativa "Prezzo Amico", promossa dal Comune di Modena insieme alle associazioni di categoria Cna, Lapam e Confesercenti e all'associazione di negozi di ortofrutta "Il Grappolo", dalla quale è venuta la proposta.

I 21 negozi che hanno aderito a "Prezzo amico" sono:

Alessio 1 in via Bondigli 108,
Alessio 2 in via Giardini 240,
Alessio 3 in calle di Luca 16,
Frutta e verdura di Dante Vezzelli in via Fratelli Rosselli 167,
La bottega in via Vaciglio centro 546,
Frutta e verdura di Eugenia Jurii in via Vignolese 1280 a San Damaso,
Frutta e verdura di Daniele Mariani in largo Garibaldi 10, Agrumi di Sicilia in via Vignolese 1247, Ortofrutta di Meris Manni in via Emilia est 87,
Ortofrutta di Annalisa Tomasello in via Ciro Menotti 394,
Ortofrutta di Claudio Maini in viale Storchi 375,
Frutta e verdura di Iris Garagualli in via Puccini 142,
Frutta e verdura di Francesco Fanelli in viale Buon Pastore 76,
Alimentari frutta e verdura Milena Martinelli in via Nonantolana 458,
L'ortolano in via Emilia ovest 462,
Frutta e verdura di Luigi Colombini in via Medaglie d'oro 48,
Ortofrutta di Placido La Venia in via Emilia est 537,
Frutta e verdura di Cinzia Subazzoli in via Giardini 784,
Alimentari Carlo e Rosanna in via Carlo Sigonio 47,
Gidue in via Nobili 73,
Tutti i frutti in via Bonacini 148/150.


Tratto da : www.bologna2000.com

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Prezzi boom nel carrello

www.informa-gente.it (23/02/2008 - 11:21)

Analisi L'istituto di statistica scopre che i costi di alimentari, bar e ristoranti corrono più velocemente. Le massaie già lo sapevano

 

Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it
L'Istat scopre solo ora quanto milioni di italiani hanno verificato da tempo. E cioè che l'inflazione misurata dal paniere complessivo su cui i tecnici di via Balbo elaborano le loro stime è molto distante da quella reale.



Quella, in altre parole, che misura i rincari della spesa di tutti i giorni e con cui si confrontano le massaie italiane. Ma tant'è. E ieri gli statistici hanno informato il Paese che prezzi così alti non si vedevano da sette anni. L'inflazione di gennaio è stata al 2,9% con un aumento, sul mese precedente, dello 0,4%, il livello più alto dal luglio 2001.
I rincari più alti però si sono verificati sulla spesa di tutti i giorni.
È stato lo stesso istituto di statistica, infatti, a calcolare in un focus apposito che gli aumenti sui prodotti ad «alta frequenza d'acquisto» (quelli che vengono comprati praticamente quotidianamente - come pane, pasta, frutta, carne, giornale, biglietto dell'autobus, detersivi per la casa, caffè al bar) sono arrivati al 4,8%. Un livello mai toccato negli ultimi 11 anni.
Insomma l'Istat ha preso atto di quello che una semplice massaia aveva notato da tempo senza bisogno di aver studiato economia alla Bocconi.
L'inflazione «vera», quella relativa ai beni che si comprano quotidianamente e non quella che fa la media anche con il prezzo dei telefonini e dei computer (beni che quando si comprano una volta ogni 2-3 anni), galoppa molti più velocemente di quella finora espressa dai numeri tirati fuori dall'equipe di Luigi Biggeri che dell'Istat è presidente. Le casalinghe e forse anche l'uomo della strada sono andati avanti anche nello studio della cause che hanno determinato la forbice tra inflazione misurata e quella reale: l'euro. Anche in questo caso ieri l'Istat è arrivato alla stessa conclusione. La differenza tra il tasso di inflazione generale e quello dei prodotti e servizi più acquistati è diventata sempre più evidente a partire dal 2002, anno di introduzione della moneta unica. Da allora, il tasso di crescita per i beni ad alta frequenza di acquisto è stato «sistematicamente superiore» all'indice complessivo dell'inflazione. Cosa che non è invece accaduta per i prodotti a media (abbigliamento, tariffe, medicine) e a bassa frequenza (automobile, tv, trasloco ecc.). Categorie che, secondo la classificazione dell'Istat, hanno registrato a gennaio rispettivamente aumenti dei prezzi dell'1,8% e dell'1,7%.
I rincari a gennaio sono stati evidenti per i prodotti quotidiani, come gli alimentari (+12,3% per il pane, +10% per la pasta, +8,7% per il latte) o per i carburanti, con aumenti a due cifre sia per la benzina (+12,5%) che per il diesel (+15,7%). E i rialzi sono superiori alla media anche per il caffè e il cappuccino (+3,7% le consumazioni al bar), per le pizzerie (+3,6%), per le sigarette (+4,1% l'indice dei tabacchi).
Numeri che diffondono l'allarme tra sindacati e consumatori. Secondo i quali le famiglie dovranno fare i conti con una stangata da 1.000 euro l'anno.

Tratto da: Il Tempo.it del 23/02/2008

La Birmania disperata: riprendetevi Fassino, ha fatto solo danni

www.informa-gente.it (17/02/2008 - 00:21)

 Fra l’altro Fassino, di cui spesso vengono decantate le presunte doti diplomatiche, era già incorso in una gaffe clamorosa quando, da sottosegretario agli Esteri, durante i lavori di una direzione che lui immaginava a porte chiuse e che invece era seguita dai giornalisti con una telecamera a circuito chiuso, arrivò a dire: «Sì alla missione in Albania, tanto, dopo il voto, Berisha se ne deve andare».
Un’affermazione che, in quell’aprile del 1997, mentre la destra e la sinistra albanese si combattevano senza esclusione di colpi, ebbe l’effetto di una pericolosa ingerenza.
Ebbene, i birmani ci danno a loro modo una piccola lezione, la normale presunzione di indispensabilità dei mediatori che arrivano da fuori, con il loro carico di certezze e di protagonismo mediatico, non solo non risolvono le crisi, ma talvolta le aggravano.
Così, se si volesse trarre una lezione da questa storia, sarebbe quella di toglierci una volta per tutte i nostri stereotipi «buonselvaggisti», quelli per cui sarebbe la politica italiana che deve esportare all’estero i suoi standard di civiltà e grande raffinatezza.
È vero piuttosto il contrario, se Fassino, e con lui buona parte dei nostri leader dovessero andare in Birmania, sarebbe più saggio che restassero rinchiusi in qualche monastero a imparare le virtù del silenzio, della pazienza e della riservatezza.
Non grandi statisti da esportare all’estero, ma grandi malati di protagonismo mediatico da rinchiudere, affinché vengano rieducati.
D’altra parte abbiamo un solo esempio di leader che all’estero abbia avuto fortuna, quello di Emma Bonino, e non è un caso che la Bonino abbia iniziato la sua carriera tornando in Italia dopo una felice esperienza da commissaria europea, mentre tutti gli altri continuano ad andare all’estero quando nel nostro Paese sono arrivati al capolinea.
Forse, la vera lezione birmana dovrebbe essere questa, i leader italiani vanno esportati all’estero quando hanno qualcosa da fare, e non collocati nelle istituzioni internazionali quando non hanno più nulla da fare da noi.

di  Luca Telese - sabato 16 febbraio 2008, 08:35 da "il Giornale.it"

Di Pietro raccomanda la figlia Giornalista mai vista al lavoro

www.informa-gente.it (16/02/2008 - 12:02)


 da Roma

«Io sono sempre stato a difesa della legalità». Antonio Di Pietro ieri aveva un comizio a Perugia e in campagna elettorale si possono dire anche cose che rischiano di essere smentite dai fatti, in particolare da quella che Achille Occhetto ha di recente definito «la gestione padronale e autoritaria del suo partito». Se poi ci sono di mezzo i figli...
Anna Di Pietro è brillante, di bella presenza, studentessa all'università Bocconi e parla con quell'accento milanese che non ha mai intaccato la cadenza molisana del papà. Nel marzo 2006 viene assunta dalla Editrice Mediterranea, la società che pubblicava il giornale dell'Italia dei valori: nella redazione romana di via della Vite, una splendida traversa di via del Corso, raccontano però di non averla mai vista, nemmeno per ritirare le buste paga. Insomma, sulla carta è assunta a tutti gli effetti per svolgere il praticantato che dà diritto a sostenere l'esame da professionista. Solo che non ha mai lavorato.
Al giornale, nel frattempo, avevano pensato che avesse cambiato idea, che di fare la cronista non avesse più alcuna intenzione. E però in mancanza di comunicazioni diverse continuano a darle lo stipendio, che non ha mai ritirato. Non è l'unica figlia eccellente affidata alle cure della direttrice Delia Cipullo. Tra i praticanti figura anche Antonio Formisano, figlio di Nello, capogruppo al Senato dell'Idv. Lui però lavora davvero, tant'è che nella lista dei praticanti ammessi a sostenere il prossimo esame figura iscritto al numero 83.
Di Anna Di Pietro, invece, al giornale del partito avevano perso le tracce. Anche perché nel frattempo, esattamente a luglio 2007, suo padre intima alla Editrice Mediterranea la dismissione della testata Italia dei valori e pone fine al rapporto che faceva del giornale l'organo del suo partito, con i relativi fondi per l'editoria.
L'editore dà seguito alle richieste dell'ex magistrato, restituendogli la titolarità della testata. Da allora di Di Pietro non hanno più notizie dirette. Incoraggiato dalla combattiva Cipullo, l'editore cerca però di andare avanti con il suo giornale che esce fino allo scorso 4 agosto sotto la testata Idea democratica. Ma il disconoscimento dell'Idv porta alla chiusura di «una redazione vera, di persone vere che facevano un giornale vero» spiega Delia Cipullo, «con più di dieci giornalisti». Insomma, ci tiene a precisare orgogliosa, «non uno di quei giornali finti che servono solo ad avere i soldi dell'editoria di partito».
A gennaio la sorpresa, Antonio Di Pietro si ricorda del suo ex giornale, e così nella redazione ormai in via di dismissione, cominciano ad arrivare dal suo staff una serie di telefonate. Alla direttrice viene chiesto di certificare l'avvenuto praticantato di Anna Di Pietro. A fronte di una situazione contributiva regolare, ci tiene a specificare la direzione del giornale, per far sì che la figlia del ministro possa sostenere l'esame da giornalista nella prima sessione utile occorre che Delia Cipullo certifichi ufficialmente l'apporto dato dalla ragazza alla redazione. La direttrice però da questo orecchio non ci sente e risponde alle insistenti richieste con un netto no: «Non firmo la certificazione perché non sussistono gli estremi per farlo. Il praticante deve stare in redazione e io Anna Di Pietro non l'ho mai vista nemmeno una volta. Non ha mai ritirato le buste paga. A tutt'oggi è ancora una dipendente della Editrice Mediterranea, malgrado tutto non l'abbiamo licenziata. Però fino ad ora non ha mai lavorato e quindi non posso firmare alcunché».
L'ultima telefonata è di due giorni fa, giovedì 13 febbraio. Ma la Cipullo continua a non cedere. Per la figlia del ministro Di Pietro niente esame da giornalista. Una questione di rispetto della legge, in teoria lui dovrebbe capirlo.
I figli so' piezz 'e core, si sa, ma un uomo che fonda le sue fortune politiche sulla fama di rigoroso cultore delle regole non può farsi beccare in un plateale fallo di nepotismo: va a finire che in privato sembra adottare esattamente quei metodi «mastelliani» che ama criticare in pubblico.


sabato 16 febbraio 2008       il Giornale.it

Berlusconi e Fini: ''Lista unica FI-An''

www.informa-gente.it (09/02/2008 - 00:36)

Dini: "Pronti a contribuire alla nuova proposta politica"

Berlusconi e Fini: ''Lista unica FI-An'' Casini: ''No a partito unico imposto''


Il Cavaliere dice addio ai due simboli: ''Ci sarà il Popolo della Libertà. Saranno accolti tutti". E annuncia: "La Lega si federerà". Il leader di An: "Pagina storica". Pieno appoggio dai Liberaldemocratici. Il leder dell'Udc puntualizza: "Federazione possibilità che non escludiamo". Il segretario del Pd: ''Solo maquillage''. Nessuna intesa tra Pd e Sinistra. Frattini: "Sindaco di Roma? E' un'ipotesi lontana"

Roma, 8 feb. (Adnkronos/Ign) - "Non ci sarà né il simbolo di Forza Italia, né il simbolo di An, ci sarà il Popolo della Libertà" con ''l'unione di un gruppo parlamentare unico". E' quanto annuncia Silvio Berlusconi intervenendo al programma 'Mattino 5' ospite di Maurizio Belpietro, in relazione al voto antipicipato del prossimo 13 e 14 aprile.

"Sentirò il presidente Fini e il presidente Bossi entro oggi (in serata è in programma a Milano l'incontro Berlusconi-Bossi, ndr) - prosegue il Cavaliere - per definire i vari particolari. La Lega per la sua posizione di partito territoriale, radicato in una certa parte del Nord soprattutto, si federeràdentro il Popolo della libertà saranno accolti tutti, spero anche l'Udc, e tutti i rappresentanti dei raggruppamenti più piccoli che vorranno unirsi a noi e che saranno i benvenuti".

Ma la risposta dell'Udc non tarda ad arrivare. Nel pomeriggio mentre il Cavaliere avverte: "Se l'Udc non entrerà nel popolo delle libertà sarà un suo alleato, ma non si presenterà nella stessa coalizione" e comunque "andiamo avanti ugualmente", Casini sostiene che "l'imposizione di un partito unico, rispondente a una estemporanea operazione elettorale, non ci interessa oggi, come non ci interessava ieri".

"Abbiamo creduto e crediamo alla possibilità di unire i moderati in un nuovo progetto di governo", aggiunge Casini, chiarendo di essere "rispettosi dei pareri di tutti, ma chiediamo rispetto per la nostra identità, la nostra storia e la nostra coerenza di tutti questi anni".

E se da una parte Casini non esclude la possibilità di correre da soli alle prossime elezioni ("se la scelta di Berlusconi e Fini -dice- impedirà una nuova alleanza per il governo del Paese, ci presenteremo autonomamente"), non esclude nemmeno la possibilità di federarsi con il Pdl: "La federazione è una possibilità concreta -sottolinea- per la quale siamo disponibili e che non escludiamo".

Pieno appoggio al nuovo progetto politico invece da An e i Liberlademocratici. Al termine di un incontro di poco più di tre ore con l'ex premier, Gianfranco Fini ha detto sì a Silvio Berlusconi. "Condivido - afferma Fini - la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo delle libertà un'unica voce in Parlamento. Abbiamo sempre sostenuto che tutti gli elettori del centrodestra sono animati da uno spirito unitario maggiore di quello degli eletti dei partiti. Il 13 aprile nascerà dalle urne un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alla sinistra". "Per questo mi auguro che anche gli amici dell'Udc vogliano contribuire a scrivere questa importante pagina della storia politica italiana. Nei prossimi giorni - conclude Fini - chiederò doverosamente alla direzione di An di ratificare questa decisione".

Dal canto suo, Lamberto Dini sottolinea: "Fin dal nostro manifesto fondativo, noi Liberaldemocratici ci siamo dati l'obiettivo di offrire al sistema politico italiano 'una prospettiva di alternanza incentrata su un sistema tendenzialmente bipartitico'. La forte accelerazione impressa da Silvio Berlusconi, con la nascita della lista del Popolo della Libertà, segna un passo decisivo nella direzione di mettere fine alla frammentazione nel sistema dei partiti".

"Si intraprende con coraggio -aggiunge- la via di una proposta elettorale basata su una forte coesione programmatica e organizzativa. Si rende possibile un assetto politico nel quale le riforme liberali necessarie per rilanciare lo sviluppo economico e civile del Paese non troveranno più ostacolo nel sistema dei veti incrociati".

"Nel momento in cui con l'apertura al dialogo fra i due poli vediamo avvicinarsi la realizzazione di quanto da noi auspicato, noi Liberaldemocratici annunciamo la piena adesione al nuovo soggetto; pronti a contribuire alla nuova proposta politica -conclude Dini- con i contenuti liberaldemocratici a noi propri".

Al listone del Pdl hanno già aderito oltre ai Liberaldemocraci, la Dca di Gianfranco Rotondi, Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini, i Repubblicani di Francesco Nucara, il Nuovo Psi di Stefano Caldoro e si aspettano i sì de 'La  Destra' di Francesco Storace e dell'Udeur di Clemente Mastella.
con il Popolo della libertà e

Roma, 8 feb. (Adnkronos/Ign)

 

Nasce on line la tv del Bologna

www.informa-gente.it (07/02/2008 - 20:27)

Sulla sezione video del sito ufficiale le immagini e i retroscena di squadra e società. E su "Bo Tube" spazio ai tifosi

Nasce on line la tv del Bologna

Luca Sancini
Cazzola: "Noi trasparenti per diventare sempre più forti"
All´estero Il Chelsea e il West Ham hanno iniziative simili, però là si paga.
Qui è tutto gratis
 
Magari on line non finirà la riunione tecnica dove Arrigoni decide la formazione per il sabato, ma uno sguardo più o meno indiscreto dentro il Bologna, adesso è affidato alla telecamera di Claudio Maria Cioffi, da qualche mese nello staff societario. Nasce da oggi siamobologna.tv, un sito che ogni giorno racconterà il dietro le quinte rossoblù. Da bordo campo proporrà le immagini della squadra, le situazioni meno in vista, gli umori dello spogliatoio, e nella settimana successiva anche il meglio dell´ultimo match. A colpi dei cosiddetti highlights.
«Casteldebole diverrà una casa di vetro - ha detto ieri Alfredo Cazzola -. Vi faremo vedere come s´allena la squadra e, perché no, anche qualche immagine del nostro lavoro dietro le quinte. Questa iniziativa apre la via ad altre attività del Bologna nel merchandising, nella raccolta pubblicitaria, nell´intrattenimento».
L´iniziativa di Cazzola è un lascito di un´esperienza fatta due anni fa al Motor Show, quando Cioffi, insieme ad Umberto Angelini, realizzò un filmato durante la manifestazione per raccontare anche là il lavoro oscuro. L´idea piacque, Cazzola l´ha tenuta nel cassetto e poi da alcuni mesi s´è dato il via libera al progetto, che il patron in realtà covava da tempo. Inizialmente pareva si realizzasse in tv, poi la notizia trapelò, si parlò di un Grande Fratello rossoblù, i tifosi insorsero e il progetto fu accantonato.
Ieri, seppur in forme diverse, è stato in qualche modo riproposto. Sfruttando internet. Un´operazione più simpatia che trasparenza va detto, del resto un´intromissione troppo corposa nella vita di una squadra avrebbe avuto il sapore di un reality fuori luogo. Siamobologna. tv non sarà questo, ma un lungo lavoro settimanale al centro di Castedebole e a bordo campo il sabato, per produrre piccoli "girati" che potranno accendere l´interesse dei tifosi. Ai quali peraltro è riservata la sezione Bo Tube (dal famoso sito You Tube, ovviamente), questa sì destinata a diventare una vetrina on line della tifoseria rossoblù: i video potranno essere inviati liberamente senza bisogno di iscrizioni e così già da Ravenna tenete pronti telefonini o videocamere: un gol ripreso dalla curva o un filmato che riproduce i cori degli ultrà, questo ed altro potrà finire su Bo Tube. Compresi, come si augura la società, anche i vecchi filmati, utilissimi fra un anno, data del centenario del club: già adesso su You Tube circola il gol di Bresciani con il Chievo nel 1996 o una intervista vintage di un baby Mancini con la maglia del Bologna.
Il canale tv on line è una novità nel panorama italiano (i vari Milan Roma o Juve channel sono un´altra cosa). E da una rapida indagine condotta anche in Europa, si fa in fretta a capire che succede di rado, molto di rado, che con un semplice click, senza doversi iscrivere al sito o pagare, si possa usufruire delle azioni più belle della squadra del cuore. In Inghilterra per esempio un´idea simile l´hanno realizzata il Chelsea e il West Ham ma bisogna sborsare qualche sterlina. Rivedersi in un filmato gratuito da tre minuti il match del Bologna, montato con i gol fatti e subiti insieme alle dichiarazioni post partita dei protagonisti, può risultare davvero godibile. Quasi come una sorta di 90 minuto tascabile e interattivo. In archivio, segnalano in società, ci sono pure la presentazione del progetto Romilia ad Unindustria e la sera di Medicina con le proteste del comitato Miranda. Segno che, aspettando il Tar, Cazzola non ha rinunciato all´idea.

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