Prezzi boom nel carrello
Analisi L'istituto di statistica scopre che i costi di alimentari, bar e ristoranti corrono più velocemente. Le massaie già lo sapevano
Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it
L'Istat scopre solo ora quanto milioni di italiani hanno verificato da tempo. E cioè che l'inflazione misurata dal paniere complessivo su cui i tecnici di via Balbo elaborano le loro stime è molto distante da quella reale.
Quella, in altre parole, che misura i rincari della spesa di tutti i giorni e con cui si confrontano le massaie italiane. Ma tant'è. E ieri gli statistici hanno informato il Paese che prezzi così alti non si vedevano da sette anni. L'inflazione di gennaio è stata al 2,9% con un aumento, sul mese precedente, dello 0,4%, il livello più alto dal luglio 2001.
I rincari più alti però si sono verificati sulla spesa di tutti i giorni.
È stato lo stesso istituto di statistica, infatti, a calcolare in un focus apposito che gli aumenti sui prodotti ad «alta frequenza d'acquisto» (quelli che vengono comprati praticamente quotidianamente - come pane, pasta, frutta, carne, giornale, biglietto dell'autobus, detersivi per la casa, caffè al bar) sono arrivati al 4,8%. Un livello mai toccato negli ultimi 11 anni.
Insomma l'Istat ha preso atto di quello che una semplice massaia aveva notato da tempo senza bisogno di aver studiato economia alla Bocconi.
L'inflazione «vera», quella relativa ai beni che si comprano quotidianamente e non quella che fa la media anche con il prezzo dei telefonini e dei computer (beni che quando si comprano una volta ogni 2-3 anni), galoppa molti più velocemente di quella finora espressa dai numeri tirati fuori dall'equipe di Luigi Biggeri che dell'Istat è presidente. Le casalinghe e forse anche l'uomo della strada sono andati avanti anche nello studio della cause che hanno determinato la forbice tra inflazione misurata e quella reale: l'euro. Anche in questo caso ieri l'Istat è arrivato alla stessa conclusione. La differenza tra il tasso di inflazione generale e quello dei prodotti e servizi più acquistati è diventata sempre più evidente a partire dal 2002, anno di introduzione della moneta unica. Da allora, il tasso di crescita per i beni ad alta frequenza di acquisto è stato «sistematicamente superiore» all'indice complessivo dell'inflazione. Cosa che non è invece accaduta per i prodotti a media (abbigliamento, tariffe, medicine) e a bassa frequenza (automobile, tv, trasloco ecc.). Categorie che, secondo la classificazione dell'Istat, hanno registrato a gennaio rispettivamente aumenti dei prezzi dell'1,8% e dell'1,7%.
I rincari a gennaio sono stati evidenti per i prodotti quotidiani, come gli alimentari (+12,3% per il pane, +10% per la pasta, +8,7% per il latte) o per i carburanti, con aumenti a due cifre sia per la benzina (+12,5%) che per il diesel (+15,7%). E i rialzi sono superiori alla media anche per il caffè e il cappuccino (+3,7% le consumazioni al bar), per le pizzerie (+3,6%), per le sigarette (+4,1% l'indice dei tabacchi).
Numeri che diffondono l'allarme tra sindacati e consumatori. Secondo i quali le famiglie dovranno fare i conti con una stangata da 1.000 euro l'anno.
Tratto da: Il Tempo.it del 23/02/2008
La Birmania disperata: riprendetevi Fassino, ha fatto solo danni
Fra l’altro Fassino, di cui spesso vengono decantate le presunte doti diplomatiche, era già incorso in una gaffe clamorosa quando, da sottosegretario agli Esteri, durante i lavori di una direzione che lui immaginava a porte chiuse e che invece era seguita dai giornalisti con una telecamera a circuito chiuso, arrivò a dire: «Sì alla missione in Albania, tanto, dopo il voto, Berisha se ne deve andare».
Un’affermazione che, in quell’aprile del 1997, mentre la destra e la sinistra albanese si combattevano senza esclusione di colpi, ebbe l’effetto di una pericolosa ingerenza.
Ebbene, i birmani ci danno a loro modo una piccola lezione, la normale presunzione di indispensabilità dei mediatori che arrivano da fuori, con il loro carico di certezze e di protagonismo mediatico, non solo non risolvono le crisi, ma talvolta le aggravano.
Così, se si volesse trarre una lezione da questa storia, sarebbe quella di toglierci una volta per tutte i nostri stereotipi «buonselvaggisti», quelli per cui sarebbe la politica italiana che deve esportare all’estero i suoi standard di civiltà e grande raffinatezza.
È vero piuttosto il contrario, se Fassino, e con lui buona parte dei nostri leader dovessero andare in Birmania, sarebbe più saggio che restassero rinchiusi in qualche monastero a imparare le virtù del silenzio, della pazienza e della riservatezza.
Non grandi statisti da esportare all’estero, ma grandi malati di protagonismo mediatico da rinchiudere, affinché vengano rieducati.
D’altra parte abbiamo un solo esempio di leader che all’estero abbia avuto fortuna, quello di Emma Bonino, e non è un caso che la Bonino abbia iniziato la sua carriera tornando in Italia dopo una felice esperienza da commissaria europea, mentre tutti gli altri continuano ad andare all’estero quando nel nostro Paese sono arrivati al capolinea.
Forse, la vera lezione birmana dovrebbe essere questa, i leader italiani vanno esportati all’estero quando hanno qualcosa da fare, e non collocati nelle istituzioni internazionali quando non hanno più nulla da fare da noi.
di Luca Telese - sabato 16 febbraio 2008, 08:35 da "il Giornale.it"
Di Pietro raccomanda la figlia Giornalista mai vista al lavoro

da Roma
«Io sono sempre stato a difesa della legalità». Antonio Di Pietro ieri aveva un comizio a Perugia e in campagna elettorale si possono dire anche cose che rischiano di essere smentite dai fatti, in particolare da quella che Achille Occhetto ha di recente definito «la gestione padronale e autoritaria del suo partito». Se poi ci sono di mezzo i figli...
Anna Di Pietro è brillante, di bella presenza, studentessa all'università Bocconi e parla con quell'accento milanese che non ha mai intaccato la cadenza molisana del papà. Nel marzo 2006 viene assunta dalla Editrice Mediterranea, la società che pubblicava il giornale dell'Italia dei valori: nella redazione romana di via della Vite, una splendida traversa di via del Corso, raccontano però di non averla mai vista, nemmeno per ritirare le buste paga. Insomma, sulla carta è assunta a tutti gli effetti per svolgere il praticantato che dà diritto a sostenere l'esame da professionista. Solo che non ha mai lavorato.
Al giornale, nel frattempo, avevano pensato che avesse cambiato idea, che di fare la cronista non avesse più alcuna intenzione. E però in mancanza di comunicazioni diverse continuano a darle lo stipendio, che non ha mai ritirato. Non è l'unica figlia eccellente affidata alle cure della direttrice Delia Cipullo. Tra i praticanti figura anche Antonio Formisano, figlio di Nello, capogruppo al Senato dell'Idv. Lui però lavora davvero, tant'è che nella lista dei praticanti ammessi a sostenere il prossimo esame figura iscritto al numero 83.
Di Anna Di Pietro, invece, al giornale del partito avevano perso le tracce. Anche perché nel frattempo, esattamente a luglio 2007, suo padre intima alla Editrice Mediterranea la dismissione della testata Italia dei valori e pone fine al rapporto che faceva del giornale l'organo del suo partito, con i relativi fondi per l'editoria.
L'editore dà seguito alle richieste dell'ex magistrato, restituendogli la titolarità della testata. Da allora di Di Pietro non hanno più notizie dirette. Incoraggiato dalla combattiva Cipullo, l'editore cerca però di andare avanti con il suo giornale che esce fino allo scorso 4 agosto sotto la testata Idea democratica. Ma il disconoscimento dell'Idv porta alla chiusura di «una redazione vera, di persone vere che facevano un giornale vero» spiega Delia Cipullo, «con più di dieci giornalisti». Insomma, ci tiene a precisare orgogliosa, «non uno di quei giornali finti che servono solo ad avere i soldi dell'editoria di partito».
A gennaio la sorpresa, Antonio Di Pietro si ricorda del suo ex giornale, e così nella redazione ormai in via di dismissione, cominciano ad arrivare dal suo staff una serie di telefonate. Alla direttrice viene chiesto di certificare l'avvenuto praticantato di Anna Di Pietro. A fronte di una situazione contributiva regolare, ci tiene a specificare la direzione del giornale, per far sì che la figlia del ministro possa sostenere l'esame da giornalista nella prima sessione utile occorre che Delia Cipullo certifichi ufficialmente l'apporto dato dalla ragazza alla redazione. La direttrice però da questo orecchio non ci sente e risponde alle insistenti richieste con un netto no: «Non firmo la certificazione perché non sussistono gli estremi per farlo. Il praticante deve stare in redazione e io Anna Di Pietro non l'ho mai vista nemmeno una volta. Non ha mai ritirato le buste paga. A tutt'oggi è ancora una dipendente della Editrice Mediterranea, malgrado tutto non l'abbiamo licenziata. Però fino ad ora non ha mai lavorato e quindi non posso firmare alcunché».
L'ultima telefonata è di due giorni fa, giovedì 13 febbraio. Ma la Cipullo continua a non cedere. Per la figlia del ministro Di Pietro niente esame da giornalista. Una questione di rispetto della legge, in teoria lui dovrebbe capirlo.
I figli so' piezz 'e core, si sa, ma un uomo che fonda le sue fortune politiche sulla fama di rigoroso cultore delle regole non può farsi beccare in un plateale fallo di nepotismo: va a finire che in privato sembra adottare esattamente quei metodi «mastelliani» che ama criticare in pubblico.
sabato 16 febbraio 2008 il Giornale.it
Berlusconi e Fini: ''Lista unica FI-An''
Dini: "Pronti a contribuire alla nuova proposta politica"
Berlusconi e Fini: ''Lista unica FI-An'' Casini: ''No a partito unico imposto''
Il Cavaliere dice addio ai due simboli: ''Ci sarà il Popolo della Libertà. Saranno accolti tutti". E annuncia: "La Lega si federerà". Il leader di An: "Pagina storica". Pieno appoggio dai Liberaldemocratici. Il leder dell'Udc puntualizza: "Federazione possibilità che non escludiamo". Il segretario del Pd: ''Solo maquillage''. Nessuna intesa tra Pd e Sinistra. Frattini: "Sindaco di Roma? E' un'ipotesi lontana"
Roma, 8 feb. (Adnkronos/Ign) - "Non ci sarà né il simbolo di Forza Italia, né il simbolo di An, ci sarà il Popolo della Libertà" con ''l'unione di un gruppo parlamentare unico". E' quanto annuncia Silvio Berlusconi intervenendo al programma 'Mattino 5' ospite di Maurizio Belpietro, in relazione al voto antipicipato del prossimo 13 e 14 aprile.
"Sentirò il presidente Fini e il presidente Bossi entro oggi (in serata è in programma a Milano l'incontro Berlusconi-Bossi, ndr) - prosegue il Cavaliere - per definire i vari particolari. La Lega per la sua posizione di partito territoriale, radicato in una certa parte del Nord soprattutto, si federeràdentro il Popolo della libertà saranno accolti tutti, spero anche l'Udc, e tutti i rappresentanti dei raggruppamenti più piccoli che vorranno unirsi a noi e che saranno i benvenuti".
Ma la risposta dell'Udc non tarda ad arrivare. Nel pomeriggio mentre il Cavaliere avverte: "Se l'Udc non entrerà nel popolo delle libertà sarà un suo alleato, ma non si presenterà nella stessa coalizione" e comunque "andiamo avanti ugualmente", Casini sostiene che "l'imposizione di un partito unico, rispondente a una estemporanea operazione elettorale, non ci interessa oggi, come non ci interessava ieri".
"Abbiamo creduto e crediamo alla possibilità di unire i moderati in un nuovo progetto di governo", aggiunge Casini, chiarendo di essere "rispettosi dei pareri di tutti, ma chiediamo rispetto per la nostra identità, la nostra storia e la nostra coerenza di tutti questi anni".
E se da una parte Casini non esclude la possibilità di correre da soli alle prossime elezioni ("se la scelta di Berlusconi e Fini -dice- impedirà una nuova alleanza per il governo del Paese, ci presenteremo autonomamente"), non esclude nemmeno la possibilità di federarsi con il Pdl: "La federazione è una possibilità concreta -sottolinea- per la quale siamo disponibili e che non escludiamo".
Pieno appoggio al nuovo progetto politico invece da An e i Liberlademocratici. Al termine di un incontro di poco più di tre ore con l'ex premier, Gianfranco Fini ha detto sì a Silvio Berlusconi. "Condivido - afferma Fini - la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo delle libertà un'unica voce in Parlamento. Abbiamo sempre sostenuto che tutti gli elettori del centrodestra sono animati da uno spirito unitario maggiore di quello degli eletti dei partiti. Il 13 aprile nascerà dalle urne un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alla sinistra". "Per questo mi auguro che anche gli amici dell'Udc vogliano contribuire a scrivere questa importante pagina della storia politica italiana. Nei prossimi giorni - conclude Fini - chiederò doverosamente alla direzione di An di ratificare questa decisione".
Dal canto suo, Lamberto Dini sottolinea: "Fin dal nostro manifesto fondativo, noi Liberaldemocratici ci siamo dati l'obiettivo di offrire al sistema politico italiano 'una prospettiva di alternanza incentrata su un sistema tendenzialmente bipartitico'. La forte accelerazione impressa da Silvio Berlusconi, con la nascita della lista del Popolo della Libertà, segna un passo decisivo nella direzione di mettere fine alla frammentazione nel sistema dei partiti".
"Si intraprende con coraggio -aggiunge- la via di una proposta elettorale basata su una forte coesione programmatica e organizzativa. Si rende possibile un assetto politico nel quale le riforme liberali necessarie per rilanciare lo sviluppo economico e civile del Paese non troveranno più ostacolo nel sistema dei veti incrociati".
"Nel momento in cui con l'apertura al dialogo fra i due poli vediamo avvicinarsi la realizzazione di quanto da noi auspicato, noi Liberaldemocratici annunciamo la piena adesione al nuovo soggetto; pronti a contribuire alla nuova proposta politica -conclude Dini- con i contenuti liberaldemocratici a noi propri".
Al listone del Pdl hanno già aderito oltre ai Liberaldemocraci, la Dca di Gianfranco Rotondi, Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini, i Repubblicani di Francesco Nucara, il Nuovo Psi di Stefano Caldoro e si aspettano i sì de 'La Destra' di Francesco Storace e dell'Udeur di Clemente Mastella. con il Popolo della libertà e
Roma, 8 feb. (Adnkronos/Ign)
Choc nella clinica San Pio X: stuprata a 84 anni dall’infermiere
«Non mi parli di statistiche o di numeri! Non ci sarà mica qualcuno che vuole annoverare questo caso tra quelli di violenza sessuale comune? Credo sia ovvio che si tratta di un fatto eccezionale e come tale vogliamo considerarlo: solo uno squilibrato, un uomo con dei seri problemi, perdipiù a 38 anni, può approfittare di un lavoro da infermiere precario per abusare di una malata 84enne, un’anziana che ha più del doppio della sua età e nessun tipo di appeal... Per questo la vicenda andava tutelata al massimo dal punto di vista della riservatezza, gli inquirenti ce l’avevano promesso... In fondo si tratta di due malati: l’autore della violenza e la paziente. E poi adesso chi lo prende più quell’infermiere? È italiano, è vero, una casa ce l’avrà, però...».
Alla clinica San Pio X medici e infermieri non riescono ancora ad accettare il polverone sollevatosi dopo che si è diffusa la notizia che nella notte tra sabato e domenica una paziente ricoverata per problemi neurologici è stata violentata da un infermiere precario di 38 anni, laureatosi da poco e che avrebbe abusato dell’anziana durante le operazioni di pulizia. Lo cercano i carabinieri La paziente che avrebbe subito l’aggressione è in cura nella struttura di via Nava da diverso tempo.
«Non sappiamo esattamente cosa sia accaduto, ma nel dubbio abbiamo voluto che venissero presi tutti i provvedimenti necessari - ha spiegato il direttore sanitario, Giorgio Tarassi -. La paziente ha raccontato tutto ai carabinieri».
Quel che è certo è che domenica scorsa il personale medico e infermieristico ha subito capito che all’anziana donna era successo qualcosa di strano. È stata avvertita la direzione sanitaria che a sua volta ha chiamato i carabinieri. Sono stati immediatamente informati anche i familiari dell’anziana donna.
Intanto il presunto colpevole da domenica è sparito, non si è presentato al lavoro. «Siamo riusciti a parlare con lui al telefono lunedí, gli avevamo detto di presentarsi in ospedale ma da allora è irreperibile» hanno detto dalla direzione. La direzione non ha voluto precisare nulla sul soggetto che ha compiuto il reato, ma per «misura cautelativa», ha precisato il direttore sanitario, è stato sospeso tutto il personale che era in turno in quel momento.
L’anziana è stata poi assistita sia dal punto di vista medico che psicologico. «Un’assistenza appropriata all’evento e al momento vissuto», afferma la direzione sanitaria. La clinica le aveva anche offerto il trasferimento in un’ altra struttura nel caso si sentisse più tranquilla. Ma la donna ha rifiutato la proposta affermando che la sua fiducia nell’ospedale non è venuta meno.
Nella stanza della vittima, una camera per la riabilitazione neurologica, c’era anche un’altra paziente, che non si sarebbe però accorta di quanto stava accadendo. Nel reparto, che ospita 25 persone, nella notte tra sabato e domenica di turno c’era un solo infermiere uomo.
La prima seduta del prossimo Parlamento il 29 aprile
La prima seduta del prossimo Parlamento il 29 aprile Alle urne il 13 e 14 aprile. Veltroni: ''Soli anche al Senato'' Napolitano scioglie le Camere: ''Rammaricato di dover chiamare al voto senza una nuova legge''. Il segretario del Pd: ''E' arrivato il momento di rischiare''. La Sinistra Arcobaleno chiede un ''incontro urgente''. Prodi: ''Non mi candido''. Calderoli: ''Si vota il 13 aprile? Più pensioni per tutti''. Conto alla rovescia per il voto Roma, 6 feb. - (Adnkronos/Ign) - "Decisione obbligata e ponderata, al di fuori di qualsiasi condizionamento". Con questa sottolineatura il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha annunciato lo scioglimento delle Camere e le conseguenti elezioni anticipate. Elezioni che si terrano il 13 e 14 aprile. Questa è la decisione presa dal Consiglio dei ministri che si è concluso intorno alle 13 a palazzo Chigi. Il governo, però, non ha ancora stabilito se fare l'election day, accorpando le politiche con le amministrative. A riferirlo è stato il ministro dimissionario dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Riguardo l'election day, la prossima settimana - probabilmente giovedì - si terrà un Cdm per decidere, ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti. Oltre a convocare le elezioni politiche, la riunione del Cdm ha anche stabilito, d'accordo con i presidenti uscenti di Senato e Camera, che la prima seduta del prossimo Parlamento si terrà il 29 aprile. Il Consiglio ha altresì approvato, su proposta del ministro dell'Interno, i due decreti presidenziali per l'assegnazione del numero dei seggi per l'elezione della Camera dei deputati (circoscrizioni elettorali e circoscrizione Estero) e del Senato della Repubblica (Regioni e circoscrizione Estero). Come aveva promesso in apertura della crisi di governo, il capo dello Stato tiene a spiegare anche quest'ultimo passaggio istituzionale. "La decisione di sciogliere le Camere, sentiti i loro presidenti, è divenuta obbligata, visto l'esito negativo degli sforzi che ho doverosamente compiuto, nella convinzione che elezioni così fortemente anticipate costituiscano un'anomalia rispetto al normale succedersi delle legislature parlamentari, noi senza conseguenze sulla governabilità del Paese", osserva Napolitano. Una decisione alla quale è giunto "avendola ponderata al di fuori di qualsiasi condizionamento, scaturita dal succedersi di avvenimenti ben noti a tutti", dal venir meno della fiducia al governo con il voto del 23 gennaio scorso in Senato alla "accertata impossibilità di dar vita a una maggioranza che concordasse in particolare sull'approvazione in tempi brevi di una riforma della legge elettorale". Napolitano esprime quindi il suo ''rammarico'' nel "dover chiamare nuovamente gli elettori alle urne, senza che la riforma elettorale sia stata approvata". Nello spiegare la sua "decisione obbligata", il capo dello Stato prende atto dell'insuccesso registrato dal tentativo del presidente del Senato Franco Marini, al quale aveva conferito il mandato esplorativo. Consultazioni che, tiene a dare atto il capo dello Stato al presidente del Senato "sono state condotte con un impegno e uno scrupolo riconosciutigli da ogni parte, per i quali desidero pubblicamente ringraziarlo". Napolitano ricorda che "già nel febbraio dello scorso anno - ha fatto notare il presidente - rinviando al Parlamento il governo dimissionario avevo evidenziato la necessità di una modifica del sistema elettorale vigente. Ma nella discussione che da allora è seguita hanno a lungo pesato le incertezze tra le forze politiche. Si era tuttavia giunti nelle ultime settimane sulla soglia di una possibile conclusione'' . Di qui, "l'auspicio e l'appello" del presidente della Repubblica, dopo le dimissioni del governo Prodi, ''affinché si procedesse con quella riforma come primo passo verso una revisione delle regole di funzionamento della competizione politica''. Napolitano ha però voluto esprimere pubblicamente l'auspicio che il confronto tra i Poli non sia del tutto tramontato: ''Il dialogo su questi temi, ora rottosi, resta un'esigenza ineludibile per il futuro del Paese - ha detto -. Mi auguro che campagna elettorale si fondi dunque su quell'esigenza ed è il momento per le forze politiche di dare prova di senso di responsabilità per fare fronte agli impegni a cui l'Italia è chiamata''.
Alimentazione: lo studio, sana prima dei 3 anni per diventare 'ricchi'
Roma, 1 feb. (Adnkronos Salute) - Una nutrizione sana ed equilibrata prima dei tre anni per diventare, un giorno, adulti ricchi. La teoria, sostenuta e testata da ricercatori statunitensi, sembrerebbe indicare una nuova strada per combattere la povertà nei Paesi poveri. Proteine, carboidrati e sostanze nutritive al punto giusto per migliorare le proprie capacità di apprendimento, e poter ambire a un lavoro migliore. La ricerca, che ha guadagnato le pagine della rivista 'Lancet', è stata condotta in Guatemala, su circa 1.500 persone di quattro villaggi differenti. I numeri parlano chiaro. "Se i Governi vogliono ridurre la povertà - afferma John Hoddinott, dell'International Food Policy Research Institute (Ifpri) di Washington - devono investire nella nutrizione prescolare. Il nostro studio è il primo a dimostrare, numeri alla mano, che una buona nutrizione durante l'infanzia è legata a doppio nodo con la produttività economica nel corso della vita". E ciò è valido per molti, ma non sembra funzionare per tutti. Nelle donne, ad esempio, una sana alimentazione non sembra fare la differenza. E anche quando la nutrizione è quella giusta ma dopo i tre anni d'età, il conto corrente non sembra trarne benefici. Lo studio, realizzato tra il '69 e il '77, è stato condotto curando l'alimentazione in due dei villaggi con bevande 'arricchite' di proteine, calorie e sostanze nutritive. Negli altri due, invece, è stato distribuito del placebo. A distanza di anni, i piccoli nutriti al meglio nei primi tre anni di vita, ormai diventati grandi, potevano contare su entrate maggiori del 46% rispetto agli altri. I ricercatori statunitensi assicurano di aver tenuto conto, nel loro studio, anche di altri fattori, come la posizione del villaggio e la qualità dell'istruzione. Del resto, "la fase che va dai 0 ai 3 anni - sottolinea Hoddinott - è considerata dai nutrizionisti una 'finestra d'oro' per lo sviluppo. Nei bambini molto piccoli la malnutrizione ha effetti devastanti, e interessa inevitabilmente anche lo sviluppo cerebrale". I ricercatori statunitensi non sanno spiegare come mai dallo studio emerge che le donne non traggono benefici economici da una sana nutrizione nei primi tre anni di vita. Probabilmente, ipotizzano, ciò potrebbe ''essere legato al tipo di lavoro che esse svolgono in queste aree".
Astrologia: esperti verificano pronostici del 2007, ecco cosa hanno scoperto
A fare le pulci alle vecchie previsioni e' il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale: tra politica interna e internazionale, finanza e gossip, astrologi e veggenti non sembrano troppo attendibili "Molto sconsigliabile" secondo gli esperti del Cicap anche affidare le proprie finanze alle previsioni astrologiche Roma, 14 gen. (Adnkronos) - In Francia Segole'ne Royal vincera' le elezioni politiche contro Sarkozy, il prezzo del petrolio aumentera' e non si riusciranno a fare i partitoni come quello Democratico. Parola dell'astrologa Horus un anno esatto fa, sulle pagine de 'Il Venerdi'' di Repubblica. Ma poi, cos'e' successo? Sarkozy ha vinto, il Partito Democratico e' nato (e anche Berlusconi ne ha fondato uno nuovo). E' vero, il prezzo del petrolio e' effettivamente salito ancora, ma sono in pochi ad ammettere che avrebbero scommesso il contrario. A fare le pulci, ad un anno di distanza, alle vecchie previsioni di astrologi e veggenti relative al 2007 appena terminato e' il Cicap, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, che ha reso noto on line il bilancio delle previsioni astrologiche dello scorso anno, un bilancio pubblicato ora dal sito dell'Uai, l'Associazione astrofili italiani che riunisce i maggiori esperti non professionisti e appassionati di stelle e pianeti del nostro Paese e che da anni si batte per uso piu' scientifico dei corpi celesti. "E' fin dalla sua fondazione nel 1989 che il Cicap raccoglie le affermazioni fatte da astrologi e veggenti per verificarle alla fine dell'anno e cercare di capire quanto siano davvero in grado di prevedere il futuro con le loro tecniche" dice Massimo Polidoro, segretario del Comitato. Da un paio d'anni, inoltre, la raccolta e' ancora piu' completa grazie al lavoro di un gruppo di volontari coordinati da Andrea Proietti Lupi. E la rilevazione fatta dal Cicap e' da guardare con attenzione, visto che il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, e' un'organizzazione scientifica ed educativa senza fini di lucro. Fondata nel 1989 da Piero Angela, l'associazione vede infatti, tra i suoi Garanti Scientifici, scienziati come Silvio Garattini, Margherita Hack, Tullio Regge, Giuliano Toraldo Di Francia e Aldo Visalberghi e tra i suoi membri onorari Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia e Umberto Eco. "Ogni anno dobbiamo raccogliere sempre piu' materiale per trovare qualche previsione che non sia troppo vaga per essere verificabile" racconta Proietti Lupi. "Stavolta -riferisce- abbiamo dovuto faticare non poco, ed un'astrologa particolarmente prudente e' arrivata a dire che 'Non e' possibile prevedere quale sara' l'effettiva situazione finanziaria del paese'". "Questo e' un raro esempio di realismo, ma piu' spesso abbiamo a che fare con affermazioni vaghe ed ambigue" commenta Stefano Bagnasco, fisico all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e coordinatore del Gruppo di Studio sull'Astrologia del Cicap. "Le previsioni sono per lo piu' cosi' generiche da essere un po' come le macchie del test psicologico di Rorschach: non rappresentano nulla, ma e' la nostra psiche a dar loro un significato. Quando invece, attraverso queste raccolte annuali o per mezzo di veri e propri studi scientifici, si mettono direttamente alla prova le affermazioni degli astrologi, il risultato -sottolinea Bagnasco- e' deludente". "Ad esempio, -continua il fisico dell'Infn- un recente studio di David Voas, dell'universita' di Manchester, ha preso in esame piu' di un milione di coppie e concluso che non esiste alcun rapporto tra i segni zodiacali e l'intesa di coppia". Ma basta leggere quanto i gruppi coordinati da Bagnasco e Proietti Lupi hanno raccolto nel sito web del Cicap per rendersi conto del fallimento delle previsioni. L'anno si apre, secondo l'Almanacco di Barbanera, all'insegna del "cambiamento, rinnovamento soprattutto di televisione e giornalismo" con il "sistema televisivo in crisi che si solleva da settembre in poi" (Franca Mazzei). Nessuno sembra aver intravisto lo scandalo delle 'combines' tra le dirigenze Rai e Mediaset ne' le infinite grane del governo dato che, secondo Grazia Bordoni su Sirio "Romano Prodi potra' contare su un 2007 piu' facile da gestire, grazie soprattutto ad un transito di Giove in Sagittario". Non sembra aver miglior fortuna il sempreverde Nostradamus, nelle interpretazioni di Renucio Boscolo e Luciano Sampietro: per il primo il 2007 sarebbe l'anno di "una guerra negli Urali, con conseguente esodo biblico delle popolazioni per sfuggire alla guerra". Nella realta' oltre a qualche scaramuccia di confine con i guerriglieri curdi del PKK, la Turchia registra "solo" la salita al potere del primo governo filo-islamico dai tempi di Kemal Ataturk. Il Nostradamus di Sampietro, riferiscono ancora Bagnasco e Proietti Lupi, ci ha invece proiettato nel bel mezzo della terza guerra mondiale, iniziata nel… 2006: "Nel 2007 o nel 2012 la regina d'Inghilterra Elisabetta II (ma potrebbe anche essere Camilla Parker Bowles) morira' in guerra (a cavallo)". D'altronde, sempre secondo Sampietro, papa Giovanni Paolo II sarebbe dovuto morire a Lione, forse per un attentato, nel periodo 1999-2002, l'Iran invadere la Turchia nel 2000 ed Israele sarebbe stato attaccato nel 2000 o 2001. Come tutti gli anni gli astrologi tentano la fortuna con la situazione in Medio Oriente: intesa di pace in Palestina a gennaio per l'astrologa Costanza Caraglio, situazione tesa per gran parte dell'anno per Barbanera, una nuova "proposta di soluzione" nella seconda meta' dell'anno per Oroscopofree.it, periodo di grande turbolenza, specialmente in agosto e settembre, secondo Grazia Mirti. Quest'anno, continuano Bagnasco e Proietti Lupi, c'e' pero' un atout: il celebratissimo astrologo francese Andre' Barbault ha dichiarato al Nouvel Observateur che, grazie all'incrocio armonico di tre cicli planetari, il 2007 sarebbe dovuto essere l'anno della pace tra Israeliani e Palestinesi. Qualora qualcosa dovesse interferire con il corso della Storia, aggiunge pero' il prudente Barbault, se ne riparlera' nel 2010: staremo a vedere. Per rimanere nell'ambito della politica internazionale, quest'anno avrebbe anche dovuto vedere la "caduta di Ahmadinejad in Iran" secondo la sensitiva Stefanova, mentre negli Stati Uniti si sarebbe dovuto assistere "ad un evento che cambiera' al politica estera di questo paese", secondo il sito oroscopofree.it. Forse lo stesso evento avrebbe provocato la "popolarita' e credibilita' in netta ripresa" di Gorge W. Bush prevista da Grazia Bordoni. Il Presidente gode pero' di una popolarita' appena superiore a quella di Nixon ai tempi dello scandalo Watergate. "Molto sconsigliabile" secondo gli esperti del Cicap anche affidare le proprie finanze alle previsioni astrologiche: secondo l'astrologa esperta di questioni finanziarie Grazia Mirti, riferisce ancora il Comitato, "le borse dovrebbero continuare a tenere per tutto il 2007" e " i momenti piu' vivaci per investire saranno febbraio-marzo e luglio-agosto". La bolla dei mutui subprime in Usa esplodera' proprio tra l'8 ed il 9 agosto, con ricaduta sugli altri palcoscenici economici mondiali. Come sempre il gossip ed il mondo dello spettacolo spadroneggiano. Per fare solo qualche esempio, "Ultimamente, ancora adesso, non ha gli astri favorevoli" ha detto l'astrologa Sirio di Simone Cristicchi, che da li' a qualche giorno avrebbe vinto il Festival di Sanremo. Sulla coppia Buffon-Seredova il sensitivo Solange prevedeva che "non c'erano bambini in arrivo" proprio nei giorni in cui la modella e show-girl confessava di essere incinta. E mentre la coppia dell'anno e' formata dalla ex-top model Carla Bruni e dal presidente francese Sarkozy, per l'astrologa Barbara Massimo l'amore per la Bruni sarebbe dovuto andare alla grande: pero' col suo (ormai ex) fidanzato Raphael Enthoven. Quello che non e' stato previsto e', come gli altri anni, l'insieme degli avvenimenti "imprevedibili", alcuni (nel loro piccolo) addirittura epocali. La liberalizzazione della proprieta' privata in Cina, la caduta dopo 33 anni dell'ultimo muro d'Europa che divideva Ciprioti e Turchi, i falliti attentati di Al Qaeda a Londra e Glasgow, la caduta dei socialdemocratici di Shinzo Abe in Giappone dopo 52 anni al potere, la crisi dei mutui subprime che ha causato crisi in Borsa e apprensioni tra le banche mondiali, i roghi in Grecia e California. E tra gli avvenimenti non previsti ci sono anche la salita al potere in Turchia del primo governo islamico-conservatore, le manifestazioni di piazza in Myanmar con la sanguinosa repressione dei monaci buddisti, la lettera di Veronica Lario a Silvio Berlusconi, il calcio in lutto per la morte del poliziotto Raciti e del tifoso laziale Sandri, la richiesta di risarcimento di 260 milioni dei Savoia, la cattura dell'ex terrorista Cesare Battisti, i guai fiscali di Valentino Rossi, Fisichella e Capirossi e lo scandalo McLaren in Formula 1, le bufere Visco-Speciale e De Magistris-Mastella-Forleo. Non previsti, ma accaduti, anche la nascita del Partito Democratico e l'annuncio del nuovo partito di Berlusconi, l'addio di Valentino dalla moda dopo 45 anni, l'inizio della ritirata degli Inglesi dall'Irlanda del Nord dopo 38 anni, la riunione storica di gruppi rock come i Police, i Led Zeppelin, i Genesis e i Sex Pistols. O anche solo la scomparsa di personaggi come Luciano Pavarotti, Enzo Biagi, Gianfranco Ferre', Carlo Ponti, Boris Eltsin, Ingmar Bergman, Michelangelo Antonioni, Luigi Comencini, Niels Liedholm, Marcel Marceau. Info: www.uai.it
Lavoro: lotta a sommerso, assunzioni e licenziamenti on-line
Lavoro: lotta a sommerso, assunzioni e licenziamenti on-line
Diventa operativo il nuovo sistema telematico delle comunicazioni obbligatorie dei rapporti di lavoro.
Lo comunica il ministero del Lavoro spiegando che il sistema permette una semplificazione delle procedure attraverso cui i datori di lavoro comunicano agli enti competenti le informazioni relative ad assunzioni, proroghe, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro, funzionando anche come deterrente per il lavoro irregolare e il sommerso.
Dall'11 gennaio con l'entrata in vigore del Decreto interministeriale 30 ottobre 2007, precisa ancora il ministero, è sufficiente compilare on line un unico modello valido su tutto il territorio nazionale per Inps, Inail, centri per l'impiego e Ministero del Lavoro.
I soggetti interessati sono i datori di lavoro privati, gli enti pubblici economici, le pubbliche amministrazioni, le agenzie di somministrazione e gli intermediari.
Questi ultimi, fino al primo marzo prossimo potranno ancora scegliere tra l'invio cartaceo e quello telematico.
Dal 1 marzo 2008, invece, il nuovo sistema telematico diventerà obbligatorio, sostituendo definitivamente tutte le comunicazioni cartacee.
"Le comunicazioni obbligatorie non sono solo un cambiamento tecnologico, ma anche organizzativo - afferma il ministro Cesare Damiano - la sfida, da qui ai prossimi mesi, sarà diffondere questo nuovo modo di stabilire contatti fra cittadini e istituzioni".
LO SAPEVI CHE LE NOSTRE TASSE SERVONO A PAGARE LE BANCHE CENTRALI PRIVATE?
La Banca Centrale emette denaro per un valore, supponiamo, di mille miliardi di Euro.
Quel valore, quei mille miliardi, di chi sono?
A chi appartiene la moneta, il valore del denaro, nel momento in cui viene emessa dalla Banca Centrale?
Alla Banca Centrale stessa, che quindi ha diritto di farsela pagare dallo Stato?
O allo Stato, al popolo, che quindi non dovrebbe pagare né il denaro né gli interessi alla Banca Centrale quando ha bisogno di denaro?
Si tratta di una questione fondamentale, perché dalla risposta che essa riceve, dipende essenzialmente l'indebitamento dello Stato.
Il fatto che l'esercizio del potere monetario attraverso la Banca Centrale è uno strumento di potere dei banchieri sullo Stato, trova conferma in come le istituzioni statali sono impegnate a equivocare e a mentire in tutte le sedi, anche parlamentari, per coprire il fatto che la Banca d'Italia cede a caro prezzo denaro che a essa niente costa e a cui non è essa a dare il valore, ossia il potere di acquisto.
Il potere di acquisto, come abbiamo visto, glielo conferisce il mercato, la gente, attraverso la domanda di denaro.
La Banca Centrale non ha "prodotto" il valore del denaro, eppure si comporta come se fosse proprietaria del medesimo denaro, in quanto lo cede allo Stato (e alle banche commerciali) in cambio di titoli di Stato e controinteressate.
Questo fatto è paradossale.
È come se il tipografo, incaricato dagli amministratori della società calcistica organizzatrice di una partita di stampare 30.000 biglietti di ingresso per le partite del campionato, col prezzo di € 20 stampato su ogni biglietto, chiedesse come compenso per il suo lavoro di stampa € 600.000, in base al fatto che i biglietti che ha prodotto "valgono" € 20 cadauno.
È vero che essi "valgono" € 20 caduno, ma che essi abbiano un valore non dipende dal tipografo, bensì dall'associazione sportiva che ha formato la squadra, procurato il campo da gioco e organizzato la partita, sostenendo i relativi costi e producendo la domanda di quei biglietti, senza la quali questi niente varrebbero.
Gli amministratori della società sportiva lo sanno bene, ma il tipografo in parte li ricatta e in parte li lusinga perché promette loro che, se gli pagheranno l'ingiusto compenso richiesto, egli darà loro un lauto regalo e i fondi per farsi rieleggere alle prossime elezioni del consiglio di amministrazione.
Altrimenti, finanzierà altri candidati e una campagna di stampa contro i consiglieri onesti. Il potere bancario si comporta come quel tipografo, e i governanti si comportano come i consiglieri ricattati e lusingati dell'associazione sportiva, riconoscendo alla Banca Centrale la proprietà o titolarità del valore del denaro che emette, stampato o scritturale che sia, e in cambio di esso indebitano ingiustamente e illogicamente proprio il popolo, che è il soggetto che, col suo lavoro e con la sua domanda, ossia col mercato, conferisce valore al denaro. Per questa ragione, oltre che in base al principio costituzionale della sovranità popolare, al momento in cui viene emesso, il denaro, il suo valore, dovrebbe logicamente essere ed essere trattato come proprietà del popolo e, per esso, dello Stato.
Assolutamente lo Stato non dovrebbe indebitare se stesso e il popolo verso una Banca Centrale, pubblica o privata che sia, per ottenere denaro.
Al contrario, ciò è proprio quanto succede incessantemente.
Ma vi è di peggio: la Banca Centrale, cioè i suoi azionisti, oltre ad appropriarsi, a danno dello Stato, del valore del denaro che essa emette, nei suoi propri conti segna questo valore non all'attivo ma al passivo, simulando un debito ed evitando, così, di pagare le tasse su quello che è un puro incremento di capitale e che, come tale, dovrebbe essere interamente tassato.
L'ovvio ragionamento che abbiamo testé svolto è stato già sottoposto al Parlamento, attraverso interrogazioni parlamentari, nel 1994 e nel 1995. Entrambe le risposte elusero il problema, affermando che la Banca Centrale (allora, cioè, la Banca d'Italia) non sarebbe proprietaria dei valori monetari, ossia del valore del denaro emesso, perché il denaro emesso costituirebbe sempre un passivo, un debito; e che, perciò, giustamente la Banca d'Italia lo iscriveva come posta passiva nel proprio bilancio.
Come i membri competenti dei due governi interessati non potevano ignorare, queste risposte sono del tutto contrarie alla verità. Innanzitutto, la risposta fornita è contraddetta dal comportamento dei governi medesimi -- di tutti i governi. Infatti, se i governi fossero coerenti con l'affermazione che il denaro, il valore monetario, non appartiene alla Banca emittente, perché lo Stato continua a dare qualcosa (i titoli del debito pubblico) in cambio di Lire o Euro?
E se il denaro emesso costituisse una passività, un debito, perché mai lo Stato dovrebbe comperarlo pagandolo con titoli del debito pubblico, che costituiscono un credito per chi li riceve?
Si è mai visto che qualcuno paghi un altro per farsi cedere un debito? Ma le risposte del governo sono anche false giuridicamente, perché il denaro non è affatto un debito per la Banca che lo emette.
Se fosse un debito, dovrebbe poter essere incassato dal portatore presso la Banca medesima, mediante conversione in oro, e il portatore della banconota aveva il diritto di farsela cambiare in oro dalla Banca Centrale che l'aveva emessa, come avveniva una volta, fino al 1929 circa, quando il denaro era convertibile in oro.
Anche in tempi successivi al 1929, molte banconote portavano la scritta "Pagabile a vista al portatore".
Ma pagabile in che cosa, dato che esse non erano convertibili in oro?
In realtà, quei biglietti non erano pagabili in alcun modo e quella scritta era una menzogna per ingannare il pubblico e fargli credere che i biglietti di banca fossero convertibili in qualcosa avente valore proprio o che la banca si fosse indebitata per emetterli, il che è falso (mentre era vero in un ormai lontano passato).
Del resto, è naturale che nessun governo potrebbe permettersi di dare risposte veridiche a simili questioni, perché ammetterebbe che la sua vera funzione è defraudare i cittadini e gli elettori per arricchire un'élite finanziaria che detiene il vero potere.
Ma quanto sopra costituisce solo la punta dell'iceberg.
Perché il grosso, circa l'85%, del denaro esistente e circolante al mondo, non è denaro vero, emesso da Banche Centrali, ma denaro creditizio, ossia aperture di credito e disponibilità di spesa create dal nulla dalle banche commerciali, le quali, attraverso questa creazione continua di nuovo denaro creditizio, si impossessano di quote crescenti del potere d'acquisto complessivo della popolazione mondiale.
Di ciò si parlerà più diffusamente in seguito in tema di signoraggio secondario o creditizio.
Caro Cittadino europeo, sapevi che...? - I
l debito pubblico è fasullo e le tasse che paghi a causa di esso sono illegali e incostituzionali.
- Banca d'Italia S. p. A, autorizzata a creare in modo autonomo denaro dal nulla senza garanzie auree o di altro tipo, è dal 1948 di proprietà privata.
- I suoi azionisti (detti 'partecipanti') sono le altre banche e assicurazioni private. Il debito pubblico dello Stato, quindi dei cittadini, nasce nei loro confronti.
- La Banca d'Italia (analogamente alla Banca Centrale Europea) usa un artificio contabile più o meno espressamente legalizzato per camuffare i propri utili, non pagare le tasse su essi dovuti e per non darli allo Stato, come dovrebbe per statuto.
- La Banca d'Italia dovrebbe, per statuto, vigilare sulla correttezza delle altre banche; ma essa stessa è di proprietà di banche private, le quali nominano il suo governatore e i suoi direttori; quindi questi dovrebbero sorvegliare chi li nomina -- cosa del tutto improbabile.
- Le tasse vanno in gran parte a pagare il debito pubblico e gli interessi su di esso, quindi finiscono in tasca ai proprietari privati della Banca d'Italia e della Banca Centrale Europea, e non per spese di interesse collettivo.
- Per arricchirli, il debito pubblico viene continuamente fatto crescere -- e ciò non solo in Italia e non solo di recente.
- L'organizzazione a monte di questo sistema di potere bancario è internazionale: in quasi tutti gli altri Paesi, infatti, la situazione è simile a quella italiana.
- Tale sistema, di cui i mass media si guardano bene dal parlare (come pure i sindacalisti, i parlamentari, i ministri, i presidenti) ha prodotto nel tempo, e ancor oggi sempre più produce, un enorme e sistematico trasferimento di beni e di ricchezze dalle tasche dei cittadini a quelle dei banchieri, ma anche un trasferimento del potere politico dalle istituzioni democratiche alle mani dei banchieri sovranazionali. - Il vero potere politico ed economico, a livello mondiale e nazionale, sta in questi meccanismi, ignoti a tutti o quasi; essendo sconosciuti, essi sono ancor più efficaci..
- Il Trattato di Maastricht, l'Euro, la Banca Centrale Europea, sono strumenti di completamento di questo trasferimento. - La corrente mancanza di denaro, la crisi economica, i fallimenti e le privatizzazioni sono p.i.l.otati da loro attraverso governi a sovranità limitata, e vanno a loro vantaggio.
- La soluzione efficace è ben nota ed è stata ripetutamente proposta: restituire al popolo, quindi allo Stato, la funzione sovrana dell'emissione del denaro, in modo che non si debba più indebitare.
- Il risultato sarebbe: tasse quasi eliminate, denaro a costo zero per lo stato e la Pubblica Amministrazione, economia fiorente; potere politico democratico anziché in mano alle banche.
- Ovviamente, gli unici danneggiati da questa riforma sarebbero i banchieri.
- E' anche stata proposta una soluzione parziale: la moneta complementare, sull'esempio di migliaia di realtà nel mondo.
- Sono state proposte e talora attuate, nella storia, anche soluzioni globali, e hanno funzionato: l'emissione di denaro da parte dello Stato, direttamente e sovranamente, senza l'inutile intermediario di una banca centrale di emissione.




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