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Illegittima iscrizione ipotecaria a garanzia di un credito della P.A.

www.informa-gente.it (10/03/2008 - 22:27)

Giudice di Pace Frattamaggiore, sentenza 09.11.2007 n° 4338

La sentenza 4338/2007 del GdP di Frattamaggiore si iscrive in quell’indirizzo giurisprudenziale che va consolidandosi nel senso che, pur a seguito dell’entrata in vigore nel 2006 della c.d. legge Bersani (art. 35, comma 25 quinquies, d.l. 4 luglio 2006 n. 223, conv. in l. 248/06), che ha modificato l’art. 19 del d.lg. 546/92, permane la giurisdizione del G.O., alla stregua degli artt. 615 e 617 c.p.c., ai fini della opposizione al fermo amministrativo e alla iscrizione ipotecaria eseguiti a mente della disciplina speciale di riscossione di cui al D.P.R. 602/73, qualora tali misure, prodromiche all’esecuzione esattoriale, in funzione di garanzia preliminare alla successiva realizzazione della pretesa, attengano a crediti erariali fondati su entrate patrimoniali non aventi natura tributaria.

Al riguardo, il Giudice di Pace di Frattamaggiore sottolinea acutamente che l’attribuzione al Giudice Tributario della cognizione dei giudizi sull’ipoteca e sul fermo amministrativo, previsti e disciplinati rispettivamente dall’art. 77 e 86 del D.P.R. 602/73, come sancita dalla legge Bersani, può ritenersi sussistente tuttora solo in relazione ad entrate tributarie, attesa la collocazione sistematica della norma di riforma nell’art. 19 lett e-bis ed e-ter del d.lg. 546/92, afferente gli atti impugnabili innanzi al G.T., e non già nell’art. 2, afferente l’oggetto della giurisdizione tributaria e, quindi, unicamente idonea a suffragare, anche sotto il profilo letterale, l’interpretazione per cui sarebbero astrattamente devolute a quest’ultimo giudice tutte le controversie sulle predette misure di garanzia erariale, a prescindere dal titolo dal quale esse procedano.

Di conseguenza, la decisione in esame - in sede di opposizione all’esecuzione per la quale è competente il G. di P. ratione valoris – stigmatizza con nutrito ragionamento la violazione del principio generale del neminem laedere qualora la P.A., per negligenze procedimentali legate all’omesso sgravio dovuto in favore del cittadino successivamente all’annullamento giudiziale del titolo esecutivo (cartelle esattoriali), prosegue nell’esecuzione mancando di arrestare tempestivamente l’azione dell’Agente della riscossione, che si pone come mero esecutore dell’Ente titolare del credito, il quale, pertanto, deve rispondere dei danni per violazione dell’obbligo di osservare sempre il parametro di efficienza e buona amministrazione di cui all’art. 97 Costituzione.

In tal caso, conclude il G. di P. di Frattamaggiore, si produce “una turbativa psichica con relativa sofferenza, come una forma di stillicidio che ha influito negativamente sulla vita quotidiana e nei rapporti sociali di essa opponente, nell’aver appreso che i propri terreni erano stati ingiustamente assoggettati ad ipoteca e minacciati di espropriazione senza giusta causa”.

La sfera personale del soggetto illecitamente inciso trova, quindi, tutela nella costituzione, la quale postula il diritto soggettivo all’integrità esistenziale, suscettibile di risarcimento equitativo alla stregua dei canoni generali consacrati rispettivamente dall’art. 2059 c.c. e art. 1226 c.c. anche all’interno del giudizio di opposizione alla esecuzione.

(Altalex, 7 marzo 2008. Nota di Angelo Marzocchella)

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